Carte clonate: 30 arresti tra Monza, Milano e Brescia

Le indagini, durate 18 mesi, oltre a una raffica di arresti, tra i quali quello del 'capo' catturato in Spagna e ieri estradato, hanno portato a ricostruire la tecnica usata dall'associazione

MONZA - Sono 50, di cui circa 30 finite in carcere, le persone indagate, quasi tutte rumene, nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla polizia postale di Milano e coordinata dalla Procura che ha permesso di smantellare un'organizzazione internazionale dedita all'uso fraudolento di carte di credito. Le indagini, durate 18 mesi, oltre a una raffica di arresti, tra i quali quello del 'capo' catturato in Spagna e ieri estradato, hanno portato a ricostruire la tecnica usata dall'associazione con ramificazione in tutto il mondo e che solo in Italia avrebbe manomesso 30 sportelli bancomat con introiti illeciti che si aggirano attorno ai 10.000 euro al giorno per circa un anno e mezzo.

LA TECNICA - In sostanza gli 'esperti', in gran parte del distretto di Craiova in Romania, dopo aver asportato uno sportello, sono riusciti a crearne alcuni 'ad hoc' applicando a quelli già esistenti tastiere, bocche per inserire la tessera, telecamere e altro, con lo scopo di clonare le tessere bancomat di utenti ignari e che nel giro di poco tempo si sono ritrovati il loro conto corrente alleggerito.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

LE SEDI - L'organizzazione, nel nostro Paese attiva tra Milano, Monza e Brescia, come è stato spiegato oggi in una conferenza stampa, era dotata, accanto a laboratori scoperti in capoluogo lombardo, anche di una fabbrica clandestina, sempre a Craiova, dove veniva prodotto tutto il materiale necessario per manomettere gli sportelli. Materiale che spedivano in giro per il mondo ai vari componenti dell'organizzazione guidata da un esperto nel settore informatico di 34 anni al quale sono stati trovati peraltro uno yacht e appartamenti a Londra e in Romania. I soldi prelevati illegalmente venivano, inoltre, nascosti in pacchi contenenti merci di qualsiasi tipo - in un caso un tapis roulant - e poi inviati in Romania attraverso corrieri. Il gruppo era attivo anche in Spagna, nel Regno Unito, a Santo Domingo, negli Stati Uniti e in molti altri Paesi esteri. Infatti la polizia postale ha lavorato in collaborazione con colleghi di varie nazioni europee.
(ANSA)

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Con il prof. Riva lezioni in lingua: in classe si parla solo in latino

  • A Monza apre il "nuovo" Bennet, nell'ex Auchan confermati 100 dipendenti

  • Covid, si rischia un nuovo lockdown? "Non ci sono più strumenti per contenere i contagi"

  • Coronavirus, focolaio all'ospedale di Carate Brianza: 14 operatori positivi

  • Auto prende fuoco dopo incidente, passante spacca vetro e salva vita a un ragazzo

  • Coronavirus: cosa succede se nel proprio condominio c'è una persona positiva?

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
MonzaToday è in caricamento