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Cronaca

Aumento dei casi di morbillo in Brianza, 126 segnalazioni dall’inizio dell’anno

La relazione dell'Agenzia di Tutela della Salute della Brianza

Centoventisei casi di morbillo in Brianza in meno di quattro mesi. I dati relativi alle segnalazioni e ai casi accertati di malattia, presentati nella relazione dell’Agenzia di Tutela della Salute della Brianza, mostrano un sensibile aumento della presenza del morbillo rispetto agli anni precedenti.

“L’andamento delle segnalazioni di casi di morbillo a carico di cittadini residenti o domiciliati nel territorio dell’ATS della Brianza – spiega la Dott.ssa Paola De Grada, Medico del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS Brianza- è stato, negli anni dal 2000 al 2016, in sostanziale allineamento con i dati regionali. Dal mese di Gennaio 2017 si registra invece, in ATS, un aumento delle segnalazioni di casi di morbillo rispetto allo stesso periodo del 2016. Più precisamente, alla data del 26 Aprile sono pervenute n° 126 segnalazioni di malattia accertata”.

Nello stesso periodo nel 2016 si sono registrati undici casi di malattia, l’anno prima invece 13. Numeri simili si sono avuti soltanto nel 2013 (99) e nel 2002 (109).

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La malattia si è manifestata in soggetti di tutte le età, con un range che va dai 9 mesi ai 54 anni. Come atteso, la maggiore concentrazione dei casi si è avuta in bimbi della fascia 0-4 anni e nei giovani adulti della fascia 30-34 anni”. Morbillo: distribuzione per fascia d’età dei casi segnalati dal 1° Gennaio al 26 Aprile 2017 - ATS Brianza Per quanto riguarda le aree di distribuzione della malattia, il numero di casi è stato di 6 nel territorio di Lecco, 29 nel territorio di Monza e 91 in quello di Vimercate, interessando la maggior parte dei Comuni di competenza.

Il decorso della malattia nei 126 pazienti è in linea con il quadro tipico del morbillo: febbre, tosse ed esantema diffuso su tutto il corpo, un quadro di malattia che si risolve in genere in breve tempo, ma che in alcuni casi può sviluppare complicanze anche severe. Tra i casi di ATS Brianza sono state segnalate complicanze in polmonite (in 4 casi con insufficienza respiratoria), epatite e varie forme minori, come otite, diarrea e stomatite. Fortunatamente, in nessun caso di malattia si è riscontrata encefalite, la più temuta delle forme gravi. In relazione al quadro sintomatologico e alle successive complicanze, per 23 dei pazienti è stato necessario il ricovero, mentre per altri 13 l’accesso al Pronto Soccorso.

“Dall’inchiesta epidemiologica effettuata a seguito di ogni segnalazione di caso - sottolinea Paola De Grada - è emerso che ben 117 dei malati non erano mai stati vaccinati contro il morbillo, in linea con il dato nazionale che mostra circa il 90% di non vaccinati, rispetto al totale dei malati, per l’anno in corso”.

Delle 117 persone non immuni al morbillo, 9 hanno contratto la malattia, benchè fossero state vaccinate subito dopo il contatto con un ammalato. In questi casi, la “vaccinazione post-esposizione” non ha potuto evitare la malattia, ma ha sicuramente contribuito ad evitare possibili complicanze.

“In conclusione – spiega la Dott.ssa De Grada - i dati rilevati a livello locale confermano la persistenza della circolazione del virus del morbillo, dovuta al mancato raggiungimento della copertura vaccinale di almeno il 95% dei bambini fino a 24 mesi di età, indicata dagli esperti come soglia minima per fermare la circolazione del virus nella popolazione".

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