Michael, ucciso dal monossido: il papà dell'amico accusato di omicidio

Il giovane Michael Minunno di Concorezzo fu trovato morto il 2 gennaio scorso a casa di un suo amico, dal quale aveva dormito, a Vimercate. Nel mirino della magistratura il proprietario di casa

Michael, foto da Facebook

La prima verità la disse l’autopsia: Michael fu ucciso dal monossido di carbonio sprigionatosi da un impianto di riscaldamento difettoso. La seconda verità potrebbe scriverla presto la magistratura di Monza, che ha deciso di indagare per il reato di omicidio colposo il padre dell’amico diciottenne di Michael, il proprietario dell’appartamento nel quale si era consumata la tragedia. 

Secondo la perizia disposta dal pm Salvatore Bellomo, l’impianto della casa di Vimercate, dove il diciassettenne aveva dormito quella notte, presentava gravi carenze e difetti di manutenzione. Carenze e difetti di cui, secondo la magistratura, l’uomo sarebbe responsabile. 

Il primo gennaio notte, Michael - diciassette anni di Concorezzo - e il suo amico, un diciottenne di Vimercate, avevano partecipato a un party ed erano poi tornati a dormire nella casa del più grande dei due

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La mattina dopo, il diciottenne era stato soccorso in condizioni gravissime: si sveglierà dal coma solo dopo qualche giorno. Michael, invece, quel due gennaio non si è neanche svegliato: ucciso, a soli diciassette anni, da un impianto di riscaldamento difettoso. 

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