Tallio, tre decessi e tre persone ancora in ospedale per il misterioso avvelenamento

Migliorano le condizioni degli ultimi tre ricoverati

Sono ormai tre purtroppo i decessi causati dall'avvelenamento da tallio avvenuti in Brianza. Nella notte è deceduta anche Maria Gioia Pittana, moglie di Giovanni Battista Del Zotto e madre di Patrizia Del Zotto, morti a inizio ottobre in seguito alla misteriosa intossicazione. A Desio, in ospedale, restano invece ancora ricoverate tre persone.

Tallio, tre persone ancora in ospedale

Proseguono le cure Laura del Zotto, Enrico Ronchi e la badante Serafina Pogliani. Per loro, il calvario dell’avvelenamento da tallio non è ancora terminato. Sono ricoverati all’ospedale di Desio da ormai dieci giorni. Stanno migliorando, ma il recupero fisico è assai lento. Sono ancora tre dunque le persone in cura per il misterioso caso di avvelenamento, scoppiato in modo clamoroso lo scorso 2 ottobre.

Tallio killer, tre morti in Brianza

Il metallo killer ha già mietuto tre vittime. La prima a morire era stata Patrizia, 62 anni, stroncata da una presenza di veleno nel sangue dieci volte superiore a quella tollerata da un essere umano. Dopo di lei, se ne è andato il padre Giovanni Battista, 94 anni, già malato di leucemia. E venerdì mattina è morta anche Maria Gioia, la madre 87enne, pure lei indebolita da un lungo ricovero e da altre patologie legate all’età avanzata.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il mistero dell'avvelenamento, le indagini

Undici giorni dopo, resta un vero giallo il caso di avvelenamento da tallio della famiglia del Zotto. Nonostante le serrate indagini dei carabinieri di Desio e di nella villetta di via Fiume a Nova Milanese e nella casa vacanza di Varmo, in provincia di Udine, gli investigatori non sono ancora riusciti a scoprire una causa certa. L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un avvelenamento alimentare. Il veleno può essere stato versato nei cibi per un errore, oppure essere stato assorbito dai cibi a causa di un contatto ravvicinato. O ancora, può essere stato respirato dalle vittime perché era diffuso nell’aria. Gli investigatori hanno campionato un lungo elenco di cibi ritrovati nelle cucine di Nova Milanese e di Varmo. Ispezioni sono state disposte anche ai condizionatori, intensamente utilizzati nel corso dell’ultima vacanza trascorsa in Friuli, dal 6 al 20 agosto. La Procura di Monza ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e indaga per capire l'origine del misterioso avvelenamento.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, ecco i 10 comuni brianzoli con più contagi

  • Atti osceni con una ragazza nuda in un giardinetto a Monza, multa da 10mila euro

  • Con il prof. Riva lezioni in lingua: in classe si parla solo in latino

  • Dove fare il vaccino anti-influenzale a Monza e in Lombardia: tutte le informazioni

  • Coprifuoco, centri commerciali chiusi nel weekend e didattica a distanza: le nuove misure anticovid in Lombardia

  • Coronavirus, focolaio all'ospedale di Carate Brianza: 14 operatori positivi

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
MonzaToday è in caricamento