Attentato a Dacca: un brianzolo tra i nove italiani uccisi

Si tratta del 45enne Claudio Cappelli, di Vedano al Lambro, imprenditore tessile

Forze speciali a Dacca (foto Twitter)

E' di Vedano al Lambro una delle vittime del terribile attentato terroristico, per mano dell'Isis, a Dacca, capitale del Bangladesh. Si chiama Claudio Cappelli. Aveva 45 anni ed era un imprenditore tessile che produceva t-shirt, abbigliamento e biancheria.

Un commando di terroristi si è introdotto all'interno di un ristorante, l'Holey Artisan Bakery, alle otto e quarantacinque di sera (ora locale) di venerdì e ha tenuto in ostaggio i presenti per l'intera nottata, fino alle sette e quaranta di sabato mattina, quando un blitz delle teste di cuoio bengalesi ha portato alla liberazione di tredici ostaggi e all'uccisione di sei terroristi, mentre uno è stato catturato.

In modo inusuale, l'agenzia stampa "Amaq", legata all'Isis, ha diramato la rivendicazione da parte dello stato islamico fin dalle prime ore della nottata, diffondendo anche tre fotografie. Di solito l'Isis aspetta uno o due giorni per rivendicare i suoi atti di terrore.

In tutto sono venti le vittime dell'attacco: nove italiani, sette giapponesi, due bengalesi, un indiano e uno statunitense. Ma non è stato un attacco "mirato" agli italiani.  Un decimo italiano, Gianni Boschetti, anch'egli imprenditore tessile, si è salvato grazie alla fortuna di trovarsi momentaneamente all'esterno del ristorante al momento dell'irruzione dei terroristi.

Molti dei morti sono stati uccisi a colpi di machete. Secondo la testimonianza del padre di uno degli ostaggi, sarebbero stati risparmiati coloro che si dimostravano capaci di recitare a memoria un versetto del Corano.

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