E' morto Filippo Penati, si è spento a 66 anni dopo una lunga malattia

Monzese, ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della provincia di Milano

Filippo Penati

È morto mercoledì mattina, a sessantasei anni, Filippo Penati. Nato a Monza, ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della provincia di Milano dal 2004 al 2009, Penati si è spento alla Multimedica dopo una lunga malattia.

Era stato lui stesso ad annunciarlo, a luglio scorso, quando per lui era arrivata la condanna in appello per il "caso Serravalle". 

Penati, l'annuncio della malattia

"I miei avvocati faranno ricorso e tutto questo si scioglierà come neve al sole", aveva dichiarato l'ex numero uno della Provincia, volto storico dei democratici.

"Un anno fa - aveva aggiunto - mi è stato riscontrato un cancro, e i medici concordano che è anche conseguenza della mia vicenda giudiziaria. Da un anno sto combattendo. Questa è la sfida più importante della mia vita. Della vicenda Serravalle si occuperanno i miei legali".

Penati e il caso Serravalle

La Corte dei Conti aveva ribaltato in appello la sentenza di primo grado sulla vicenda Milano Serravalle e aveva condannato l'intera giunta provinciale di allora, l'ex capo di gabinetto Giordano Vimercati e l'ex segretario generale Antonino Princiotta a risarcire un danno di 44,5 milioni di euro. 

A Penati era stato riconosciuto un danno di 19,8 milioni, a Princiotta di 14,8 milioni, a Vimercati di 4,9 insieme al direttore generale Giancarlo Saporito. La sentenza per i dodici imputati era arrivata a quattro anni dal primo grado e a 14 anni dai fatti contestati, ossia l'acquisto nel 2005 da parte della Provincia di Milano del 15% delle azioni della Milano Milano-Serravalle dal gruppo Gavio. 

Nell'operazione contestata il valore delle azioni sarebbe stato sopravvalutato causando così un danno allo stesso ente pubblico. 

Il "sistema Penati"

Ma il nome di Penati è legato inevitabilmente anche al processo sul "sistema Sesto". Il caso era scoppiato a luglio del 2011, quando i militari della guardia di finanza avevano fatto una serie di perquisizioni nell'ufficio di Penati - ai tempi dirigente del Pd e vicepresidente del consiglio regionale lombardo - per fare luce su una serie di presunte tangenti e un giro di finanziamenti illeciti ai partiti per la ricostruzione dell'area Falck di Sesto San Giovanni. 

Penati si era auto sospeso dalla sua carica e cinque giorni dopo aveva lasciato ogni posto all'interno del Partito Democratico, facendo lo stesso con il consiglio regionale. 

Sia in primo grado, sia in secondo, Penati era però stato assolto dalle accuse di corruzione e finanziamento illecito ai partiti, nonostante i pm avessero chiesto quattro anni per lui. Il "sistema Penati", avevano messo nero su bianco i giudici del tribunale di Monza, esisteva ed era reale ma non c'era nessuna prova concreta che l'ex presidente della provincia avesse intascato soldi. 

La carriera politica di Penati

Iscritto al partito comunista sin da giovane, l'esperienza politica di Penati era iniziata proprio dalla "sua" Sesto, dove era stato assessore prima e sindaco poi, per due mandati. 

Nel 2004 era invece stato elettro presidente della provincia di Milano, portando a termine il suo mandato nel 2009. In quell'anno era invece diventato capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani, neoeletto segretario del partito democratico. 

Nel 2010 aveva perso la sfida con Roberto Formigoni per il Pirellone ed era stato eletto vicepresidente del consiglio regionale, un ruolo che aveva poi lasciato proprio dopo l'esplosione del "caso Sesto".

L'anno dopo, nel 2012, aveva definitivamente annunciato l'addio alla politica. 

Morto Penati, il ricordo della politica

Tra i primi a ricordare Penati - che attualmente ricopriva il ruolo di presidente della Geas Basket di Sesto - c'è stato Pietro Bussolati, consigliere regionale ed ex segretario del Pd di Milano.

"Di Filippo ci mancheranno il coraggio e la determinazione. L’ho sostenuto e stimato, ma non sono mancate anche discussioni accese - ha scritto -. È un peccato non poter più fare nulla di tutto questo con lui. Sicuramente abbiamo un debito nei suoi confronti per come, in una certa fase, è stato lasciato da solo".

"Ciao, Filippo, da te ho imparato molto. Sei stato un uomo politico di spessore, capace e che tanto ha lavorato per il bene pubblico - le parole di Carmela Rozza, ex assessore alla sicurezza del comune di Milano e consigliera regionale -. Le mie più sentire condoglianze alla famiglia".

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