Francesco, il pediatra suicida a Genova dopo l’arresto del figlio

L'uomo, sessantacinque anni, ha lasciato un messaggio contro la magistratura. Ad aprile scorso suo figlio era finito in manette in un'inchiesta della procura di Monza

Evidentemente non aveva accettato quell’inchiesta e il successivo arresto di suo figlio. Non sopportava quello che, secondo lui, era un accanimento. Così, ha deciso di farla finita. Ma solo dopo aver messo nero su bianco il suo risentimento verso la magistratura. 

Francesco Menetto, 65 anni, noto pediatra di Genova, si è ucciso nella notte tra domenica e lunedì lanciandosi dal ponte Monumentale della città ligure. A spingere l’uomo al tragico gesto, avvenuto verso l’una di notte, sarebbe stata l’inchiesta della procura di Monza su un giro illegale di farmaci che lo scorso due aprile aveva portato all’arresto del figlio della vittima, un farmacista di Carignano

Il corpo dell’uomo è stato trovato in via XX Settembre, ormai privo di vita. Nell’auto, con la quale il cinquantenne ha raggiunto il ponte monumentale, c’era anche la moglie dell’uomo che ha rinunciato al suicidio dopo aver visto suo marito volare giù ed è stata salvata dalla polizia. 

“La magistratura miope a volte uccide”, ha scritto il dottore su un foglio lasciato proprio nella sua auto. Un chiaro riferimento, evidentemente, ai recenti guai giudiziari di suo figlio. 

Marito e moglie, che è stata salvata in extremis dal suicido, erano molto turbati dall’inchiesta della procura di Monza, “Pharmatraffic”, che aveva scoperto un giro illegale di farmaci antitumorali venduti fuori dall’Italia e che lo scorso due aprile aveva portato all’arresto del figlio dei due, un farmacista di Carignano, finito in manette insieme ad altre diciotto persone. 

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Tanto lo sconforto e il dispiacere del procuratore capo della Repubblica di Monza, Corrado Carnevali. “Ormai dicono tutti così - ha detto amareggiato - Non c’è altro da commentare”. 
 

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