Morto Max Squillace, la Brianza piange il “suo” artista simbolo

L'artista, crotonese di nascita, ha intrecciato la sua vita, artistica e non, con la Brianza. Fu lui a fondare la Comunità d'arte di Brugherio ed è suo uno dei monumenti simbolo della città. Troiano: 'Ti siamo riconoscenti'

L'artista Max Squillace - Foto comune di Brugherio

Una vita dedicata all’arte. Una vita passata a scolpire e ad apprendere ogni minimo segreto da tutti quelli che lo hanno affiancato nel suo percorso. Una vita, inevitabilmente, legata a doppio filo alla Brianza e alla sua cultura. 

Per questo, oggi, tutta la Brianza piange la scomparsa di Max Squillace, l’artista sessantanovenne morto mercoledì sera, divenuto negli anni simbolo e parte del mondo culturale brianzolo. 

Nato nel 1946 a Zinga, nella provincia di Crotone, nel ’63 Max si trasferisce a Milano. Pochi mesi dopo, il primo incontro con la terra che lo avrebbe adottato, con il trasferimento a Brugherio prima e a Trezzo sull’Adda poi. 

Nel capoluogo lombardo, frequenta il liceo Artistico di Brera e, dopo il diploma, si iscrive all'Accademia di Belle Arti, dove segue il corso di scultura tenuto da Luciano Minguzzi e Nino Cassani. E’ nella fonderia artistica dove saltuariamente lavora che apprende i rudimenti della scultura. 

Nel '67, a soli ventuno anni, arriva la sua prima grande opportunità. Su segnalazione del professor Paganini, suo insegnante di modellato al liceo, Max inizia a lavorare alla Rai, dove realizza fino al '69, anno in cui viene chiamato da Ro Marcenaro e Paolo Villani presso una casa di produzione cinematografica per animare la plastilina in uno spot che reclamizza un noto amaro. 

Dopo le prime esperienze con le animazioni, dà alle sue plastiline un'impronta personale, dove il modellato prende il sopravvento. E’ proprio da questi lavori che Squillace ha l’illuminazione folgorante: dedicarsi alle sculture in bronzo. 

Nel 1971, dopo un breve soggiorno a Parigi, in collaborazione con altri brugheresi e appoggiato dall'allora sindaco Ettore Giltri e dall'assessore Luciano Rossi, dà vita a Brugherio alla Comunità d'Arte, che trova spazio nei locali di Villa Sormani, e ne assume la presidenza. 

Nel 1975, a meno di trent’anni, arriva la sua prima opera pubblica: una serie di cinque pannelli realizzati in cemento armato sulla facciata del palazzo Municipale di Ornago. Dell'anno successivo è, invece, il monumento al Bersagliere di Melzo. 

L’amore con la Brianza non finisce più. La sua terra d’adozione lo ispira e lo accoglie come nessuno. Nel 1978 realizza il monumento al Donatore di Sangue, commissionatogli dall'Avis di Brugherio, che simboleggia la solidarietà fra gli uomini. Ultimo in ordine di tempo è il monumento ai Caduti di Trezzano Rosa e il progetto per la realizzazione dell'area circostante. 

Sempre nel '75 partecipa a una mostra di scultori contemporanei assieme a Bodini, Capello, Cassinari, Fabbri, Fiume, Meloni, Giò Pomodoro, Sassu, Treccani ed altri che si svolge a Cadorago, Seregno e Monza. 

Max è pronto per il “salto all’estero”, che puntualmente compie. L'esposizione alla galleria Art 54 di New York, curato da Marianne Duteurtre gallerista e mecenate, alla quale è legato da profonda amicizia, segna l'inizio di una lunga serie di viaggi all'estero che lo portano in Svizzera, Germania, Olanda, Belgio, Austria e in Francia dove, a Mouans-Sartoux nel 1994, realizza una meridiana in pietra e bronzo per il giardino della villa dei signori Burke e a Vence, nel 1995, una fontana in pietra della Sine per il giardino del Centro d'Arte Vaas. 

A Nashville, nel Tennessee, nel 1996 realizza due pannelli di notevoli dimensioni per l'interno di un "music restaurant". In tutti questi paesi ha allestito mostre personali che hanno sempre suscitato l'interesse dei visitatori e della stampa.

Nonostante la curiosità e la grande sete di cultura, l’Italia e la Brianza restano sempre il suo primo amore. Un amore che i tanti comuni brianzoli, Brugherio su tutti, hanno sempre ricambiato e cercato.

Commosso, infatti, è stato l’ultimo saluto del sindaco Marco Troiano, che ha scelto il suo “monumento alla pace” di Brugherio per dirgli addio.  

“Ci ha lasciato Max Squillace - ha scritto il primo cittadino -. Un grande artista che ha segnato la storia della nostra città non solo per i monumenti e le opere, ma anche per la storia di una comunità d'arte che ha caratterizzato la vita culturale di Brugherio. Un artista apprezzato in tutto il mondo, al quale oggi - ha concluso - va il nostro pensiero riconoscente”.

I funerali dell'artista si terranno venerdì alle ore 15 in piazza Giovanni XXIII a Brugherio, proprio davanti al suo "monumeto per la pace". 

Ph: Il monumento alla pace di Brugherio realizzato da Squillace - Foto Fb

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