Controllo a Pasqua per volontario che consegna pasti agli ospedali: auto sequestrata e multa

Il conducente, un ultras del Monza della Curva Davide Pieri, si è rifiutato di sottoporsi all'alcoltest. L'episodio è stato raccontato in un post sui social e dal comando di via Marsala spiegano che "i fatti saranno oggetto di valutazione da parte dell'autorità giudiziaria"

Il controllo (Foto da Facebook/Curva Davide Pieri)

Le strade deserte a Pasqua, in un una Monza silenziosa e surreale, ai tempi del coronavirus. Il volontariato che però non si ferma perchè l'emergenza continua e c'è sempre bisogno di una mano in più e di un pasto caldo per chi, negli ospedali e in corsia, da oltre 40 giorni non si ferma per combattere la battaglia contro il virus. E anche a Pasqua, come accade ormai dall'inizio dell'epidemia, gli ultras del Monza della Curva Davide Pieri, insieme ad altre associazioni attive in città, escono per consegnare pasti agli ospedali.

Come successo altre volte, l'auto con il contenitore dei pasti nel baule è stata fermata da un posto di controllo della polizia locale. Quando il conducente scende per spiegare le ragioni dell'uscita di casa però gli agenti gli domandano se avesse bevuto. E chiedono che si sottoponga all'alcotest. Il volontario - secondo quanto riferito in un lungo comunicato diffuso sui social dagli stessi protegonisti dell'episodio e condiviso sulla pagina Facebook della Curva Davide Pieri - si rifiuta. E scatta la multa e il sequestro del mezzo.

"Stiamo vivendo una Pasqua strana, unica nella storia" si legge nella nota. "Da subito però abbiamo voluto metterci a disposizione della nostra amata Monza, della Brianza dando il nostro contributo alle persone che prima di tutti sono in prima linea contro questo male, gli operatori sanitari. Con orgoglio certi di contribuire nel nostro piccolo a questa causa, per noi, per i nostri cari, per tutti voi, mettendoci in discussione e se vogliamo correndo qualche rischio di contrarre il virus e di portarlo nelle nostre case. Tutto a nostre spese, anche quando le risorse scarseggiavano, abbiamo trovato mascherine, donazioni, abbiamo conosciuto persone fantastiche che ci hanno dato una mano, cittadini, commercianti, ristoratori, gruppi social, perché nelle crisi bisogna tutti stringersi intorno al bene comune". 

"All’inizio del nostro volontariato che ricordiamo ci ha visto impegnati tutti i giorni, pranzo e cena, nel portare pasti caldi agli ospedali e alle croci rosse, eravamo in emergenza, mille certificazioni, decreti poco chiari, spesso siamo stati fermati nel nostro servizio da polizia, carabinieri e finanza, abbiamo “solo” ricevuto complimenti per quanto stavamo facendo senza dover mostrate nulla perché è in questi momenti che la flessibilità, l’intelligenza, il buon senso dovrebbero farla da padroni e così è stato fino a ieri".

E ancora "In una Monza deserta una nostra squadra vede da lontano un volante dei vigili (...). Li ferma, come altre volte è capitato come già detto con altre forze dell’ordine, il nostro volontario ha dichiarato il motivo dell’uscita, con la felpa dello stadio indosso e il contenitore dei pasti nel baule, è sceso per compilare l’auto certificazione, una volta sceso, durante la compilazione, il vigile ha chiesto se avesse bevuto, il volontario gli risponde sinceramente di sì". Poi la richiesta di sottoporsi all'alcoltest, patente ritirata, denuncia penale e sequestro dell'auto. 

In merito a quanto accaduto dal comando di polizia locale hanno fatto sapere che i fatti "saranno oggetto di valutazione da parte dell'autorità giudiziaria". Sul caso è intervenuto anche il sindaco Allevi: "Non bisogna confondere la straordinaria attività dei volontari che, ogni giorno, portano un pasto caldo a chi è in prima linea nella battaglia contro il Coronavirus con l’episodio di un singolo. Questa è la linea di demarcazione che voglio sia chiara".

"Gli agenti – hanno spiegato Allevi e l’Assessore alla Sicurezza Federico Arena - stanno lavorando senza risparmiarsi per la sicurezza di tutti, sacrificando anche gli affetti familiari. Con lo stesso amore per la propria città sta lavorando l’enorme “esercito del bene” formato da centinaia di volontari che stanno combattendo insieme a noi questa guerra, investendo il loro tempo, le loro energie e la loro passione. Questo episodio non deve sporcare il grande lavoro che tutti insieme, ognuno con il proprio ruolo, stiamo svolgendo. Dobbiamo avere la forza di guardarci negli occhi e andare avanti. La guerra non è ancora finita e la possiamo vincere solo insieme".

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Per i ragazzi della Curva Davide Pieri però si è trattato di un "paradosso": "perché anche i vigili ricevono i pasti che consegnamo".

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