Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Muro distrutto dopo l'incidente nel parco di Monza: tempo di conta dei danni

Le parti storiche delle macerie sono state recuperate dai tecnici del Consorzio e saranno impiegate nel restauro ma non sarà un lavoro breve

Una stele ornamentale abbattuta e parte del muro di cinta della secentesca villa Mirabello, nel Parco di Monza, distrutto. Dopo l'incidente avvenuto nel tardo pomeriggio di martedì all'interno dell'area verde, lungo viale MIrabello, a ridosso del viale che conduce alla storica dimora, ora è tempo di bilanci e di conta dei danni.

Dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza hanno fatto sapere che ancora non è stata quantificata l'entità del danno provocato dalla vettura su cui viaggiavano due tecnici diretti al complesso per terminare gli allestimenti della mostra in corso che, a causa di una manovra di svolta azzardata e della velocità sostenuta, ha distrutto parte della recinzione di villa Mirabello. Come avviene nel caso di un qualsiasi sinistro stradale su strada della vicenda si dovranno occupare le assicurazioni del conducente del veicolo e dell'ente che ha annunciato che verrà effettuata una perizia per stimare il costo dei restauri. 

Guarda il video del muro distrutto

Il progetto di restauro inoltre, una volta predisposto, dovrà essere sottoposto alla Soprintendenza che lo dovrà approvare. Lungo viale MIrabello sono state rimosse le macerie crollate dal muro ma, come specificano dal Consorzio, le componenti storiche tra cui la sfera di granito, il pinnacolo e le parti sopravvissute sono state recuperate e conservate per essere reimpiegate el restauro dove gli elementi d'epoca dovranno convivere con i nuovi inserti. 

Il restauro - annunciano - "non sarà una cosa breve". 

Sulla vicenda è intervenuto anche il Comitato per il Parco che ha definito una "ferita" il danno artistico e culturale provocato dal sinistro. "La superficialità, la deresponsabilizzazione e la spregiudicatezza hanno consentito che un glorioso pilastro seicentesco, resistito alle guerre napoleoniche e a due conflitti mondiali crollasse sospinto solo dalla stupidità e dalla noncuranza. E non si dica: tanto lo ricostruiamo. Certo si rimetteranno i mattoni al loro posto ma la ferita al rispetto della storia e della cultura rimarrà aperta. Esigiamo che la Soprintendenza e il Consorzio si assumano in prima persona la piena e diretta responsabilità di una tutela severa, adeguata al valore del bene. Contiamo che le autorità preposte a cui ci rivolgeremo, prendano i giusti e rigorosi provvedimenti" si legge nel testo del comunicato diffuso.

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