Droga, usura, estorsioni e rapine: maxi blitz contro la "locale" della 'ndrangheta

Ventotto le persone finite in manette. Le indagini, avviate nel gennaio del 2013, avevano già portato all'arresto, in flagranza di reato di nove pregiudicati ed al sequestro di circa duecento chilogrammi di droga

All'alba di giovedì mattina i carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno arrestato ventotto persone per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale degli stupefacenti, usura, estorsione e rapina.

Gli arrestati sono tutti italiani, ad eccezione di un cittadino albanese. I militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Milano, Andrea Ghinetti, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, Alessandra Dolci e Marcello Tatangelo. In particolare, l’indagine ha acquisito nei confronti di undici fra gli arrestati, incontrovertibili elementi probatori in ordine alla loro affiliazione alla ‘ndrangheta. L’attività investigativa - chiamata "Crociata" - ha permesso di ricostruire le dinamiche criminali proprie della “locale” di Mariano Comense (Co) che, dedita al traffico internazionale degli stupefacenti destinati ai mercati lombardi, calabresi e pugliesi, realizzava ulteriori profitti sottoponendo ad estorsione i commercianti del territorio non tralasciando l’usura e le rapine. Oltre alle consuete attività delittuose dei consociati, è emerso palesemente nel corso delle indagini, il disaccordo tra la figura del capo e quella di un affiliato che rivendicava per sé un ruolo di maggiore preminenza all’interno della struttura.

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La questione è stata oggetto di numerose “discussioni” ed è stata portata all’attenzione dei vertici criminali in Calabria. Le indagini, avviate nel gennaio del 2013, avevano già portato all’arresto, in flagranza di reato di nove pregiudicati ed al sequestro di circa duecento chilogrammi di sostanze stupefacenti.

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