Negozi e centri commerciali chiusi, stop anche a bar e ristoranti: le richieste della Lombardia

Le richieste di inasprimento delle misure già adottate per il contenimento del contagio andrebbero a integrare il decreto pubblicato lo scorso 8 marzo. Deciderà il governo

Un centro commerciale chiuso in Brianza nel weekend

Limitazioni e restrizioni più forti per fermare quanto prima la diffusione del contagio. Questa la richiesta che si è levata all'unisono da più parti della Lombardia. Il presidente Attilio Fontana martedì ha inoltrato al governo una lettera sottoscritta da tutti i sindaci dei capoluoghi di provincia della Lombardia e nella mattinata di mercoledì il premieri Conte si è dichiarato disponibile ad attuare misure di contentenimento più incisive, chiedendo alla Lombardia di indicare nel dettaglio le richieste.

Ecco alcune delle proposte formalizzate al Governo dal presidente Attilio Fontana, in accordo con i sindaci della Lombardia. Le misure, qualora venissero condivise dal governo, andrebbero a integrare il DPCM 8 marzo 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 59 dell'8 marzo 2020.

Negozi e centri commerciali 

Regione Lombardia ha avanzato la richiesta di estendere le restrizioni a tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali e alla vendita di beni di prima necessità. Le misure coinvolgerebbero anche tutti i centri commerciali, gli esercizi commerciali presenti al loro interno e i reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano invece aperte le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità.

Bar, pub e ristoranti 

Chiusura di bar, pub, ristoranti di ogni genere, delle attività artigianali di servizio (es. parrucchieri, estetisti, ecc..) ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza, di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione (es. ostelli, agriturismi, ecc..) ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell'espletamento delle attività di servizio pubblico, di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti.

E le altre ditte e le attività produttive?

Nel documento inviato dalla Regione al Governo si comunica che "per quanto riguarda le restanti attività produttive è già stato raggiunto un accordo con Confindustria Lombardia che provvederà a regolamentare l'eventuale sospensione o riduzione delle attività lavorative per le imprese". "Sono in via di definizione ulteriori accordi - si spiega ancora nella proposta - con le associazioni di categoria per definire misure contenitive specifiche aggiuntive".

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Già martedì sera dopo un colloquio con il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, Regione Lombardia ha raggiunto un accordo per individuare le modalita' che andranno adottate dalle aziende che continueranno a produrre. "Andranno rispettate scrupolosamente le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanita' e della Regione Lombardia - ha spiegato il governatore - a partire dalla soppressione di tutti i servizi mensa, dal rispetto delle distanze e dalla fornitura di tutte le dotazioni necessarie alla protezione personale dei lavoratori come guanti e mascherine, cosi' come richiesto anche dai sindacati". 

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