Neonato di 17 giorni salvato al San Gerardo: il "miracolo" dell'operazione in piena emergenza Covid

La malformazione facciale, l'operazione chirurgica e l'aspettativa di una vita normale

Quando vince la vita, è una vittoria per tutti. Soprattutto quando a farcela è neonato, venuto al mondo da pochi giorni. La storia arriva dall’ospedale San Gerardo di Monza dove l'équipe dell’Unità operativa Maxillo Facciale è riuscita a salvare un bimbo di soli 17 giorni affetto da una grave malformazione facciale (“Sequenza di Pierre Robin”) restituendo al piccolo l'aspettativa di una vita normale. 

“È una malformazione congenita caratterizzata da un ridotto sviluppo della mandibola associato ad una caduta posteriore della lingua che può avere come conseguenza un grave problema respiratorio ostruttivo. Si presenta in un bambino ogni 8500 nuovi nati – spiega il prof. Alberto Bozzetti, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia Maxillo Facciale -. In molti casi il piccolo paziente ha necessità di una ventilazione assistita strumentale e l’alimentazione deve essere fatta attraverso un sondino naso-gastrico”.

Nei casi in cui il quadro clinico non migliora si procede con un intervento chirurgico maxillo facciale molto delicato. “Si devono applicare dei ‘distrattori mandibolari miniaturizzati’ che permettono di allungare la mandibola, dopo aver praticato una sezione controllata dei piccoli rami mandibolari. Nei giorni successivi all’intervento chirurgico, la mandibola viene allungata attivando giornalmente i distrattori fino ad arrivare a 25 mm di allungamento totale. Questo permette di liberare la via respiratoria e ripristinare una corretta anatomia dello spazio aereo-faringeo per consentire una respirazione spontanea. Il neonato in questo modo potrà respirare ed alimentarsi autonomamente, senza necessità di assistenza ventilatoria, riprendendo il suo accrescimento e il suo sviluppo”. 

L'intervento nel mezzo dell'emergenza Covid

Il neonato era stato trasferito presso la Terapia intensiva neonatale e affidato alle cure della dott.ssa Tiziana Fedeli, poiché costretto alla respirazione assistita fin dalla nascita e all’alimentazione tramite sondino naso-gastrico. A 17 giorni di vita, il piccolo è stato sottoposto ad intervento chirurgico dall’équipe chirurgica formata dai chirurghi maxillo facciali Fabio Mazzoleni e Giorgio Novelli e dagli anestesisti pediatrici Alessandra Moretto e Giovanni Alberio, che smessi i panni di medici Covid, hanno indossato quelli da équipe chirurgica maxillo facciale pediatrica. L’intervento e il successivo allungamento mandibolare hanno avuto un immediato successo rimuovendo la terapia ventilatoria assistita e permettendo al neonato di respirare autonomamente. Tra pochi giorni il piccolo, che è in via di dimissione, potrà tornare a casa.

L’équipe guidata dal prof. Alberto Bozzetti ha da tempo consolidato un team multidisciplinare che lavora in sinergia, maturando un’ampia esperienza nella chirurgia malformativa cranio-facciale, con un livello di cure elevato. A confermare l’elevata qualità delle cure è la “certificata” presenza dell’équipe come membro dell’European Reference Network on Rare craniofacial anomalies and Ent disorders a cui si aggiunge la recente elezione a presidente della European Society for Cleft Lip and Palate and Craniofacial Anomalies di Maria Costanza Meazzini (esperta in malformazioni cranio-maxillo facciali e parte integrante dello staff della Cattedra di Chirurgia Maxillo Facciale) e la presenza nel bord europeo di Fabio Mazzoleni e Giorgio Novelli ai quale è stato affidato il compito di organizzare il congresso nel 2023. 

“In un momento drammatico come questo e nella fase di ripartenza che dovremo affrontare, questa “storia” rappresenta un messaggio positivo del Sistema sanitario nazionale pubblico lombardo – conclude Mario Alparone, Direttore Generale della ASST di Monza -. Abbiamo operato e curato un neonato di 17 giorni che necessitava di un intervento chirurgico indispensabile per la sua sopravvivenza in mezzo all’emergenza Covid. Abbiamo garantito un trattamento di eccellenza alternando, senza sosta, l’impegno di chirurghi, anestesisti e operatori sanitari tra reparti Covid e sale operatorie per far fronte a una situazione inderogabile”.

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