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Immagine di repertorio

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Con il covid niente scuola e mamma Valeria diventa la maestra dei suoi figli

La storia di Valeria Tamborrano, mamma monzese che quest'anno ha optato per l'insegnamento parentale. I figli, che frequentano le elementari, non vanno a scuola: alla loro istruzione ci pensa lei, che nella vita è anche una maestra precaria. "Meglio a casa che otto ore con la mascherina"

Lezioni a casa con la mamma: spiegazioni, compiti e interrogazioni direttamente in cucina o in cameretta con una mamma-insegnante esigente e severa.

In tempo di covid la monzese Valeria Tamborrano ha deciso di non mandare i figli a scuola, ma di optare per l’educazione parentale, sostituendosi alla maestra e garantendo ai suoi bambini lezioni e apprendimento come se fossero in classe.

Una scelta particolare quella di Valeria, 40 anni, già maestra (precaria) nelle scuole primarie, mamma di Federico e di Elena che frequentano la quinta e la seconda elementare in una scuola pubblica di Monza.
Già alla fine dello scorso anno scolastico, certa che il problema della pandemia non si sarebbe risolto con il caldo estivo, Valeria aveva chiesto al dirigente scolastico la possibilità di optare per l’educazione parentale. Scelta immediatamente accordata. Valeria quest’anno ha rinunciato all’insegnamento in classe e ha deciso di diventare esclusivamente la maestra dei suoi figli.

“Ho fatto questa scelta essenzialmente per due motivi – spiega -. Il primo, che è il principale, per permettere ai miei figli di continuare a frequentare i nonni. Se fossero andati a scuola il rischio sarebbe stato troppo elevato. Il secondo è che una scuola come quella che impone il covid è una scuola che non mi piace:  otto ore con la mascherina mi fanno paura, sempre distanziati”.

Valeria ha recuperato i programmi  scolastici e a settembre si è messa subito al lavoro, e ha organizzato la scaletta delle attività di Federico e di Elena che fanno scuola a casa.

“Non abbiamo orari fissi: si studia con profitto dalle due alle quattro ore al giorno, o la mattina o il pomeriggio, sabato e domenica riposo. Alcuni giorni i bambini studiano insieme, altre volte separati. Io spiego, interrogo, faccio fare le verifiche, do i voti. Le lezioni di matematica le fa mio marito che è ingegnere la sera, mentre per inglese mi sono affidata a una studentessa che fa lezioni in videochiamata. E quando interrogo facciamo anche il ripasso di quanto appreso nelle settimane e nei mesi precedenti, per poi arrivare preparati all’esame da privatisti che dovranno sostenere in primavera”.

Valeria è in stretto contatto anche con le insegnanti alle quali vengono inviati i video delle lezioni e delle interrogazioni. “Siamo molto avanti con il programma, i bambini apprendono molto bene e io sono molto felice”.

Anche la vita sociale dell’intera famiglia è stata completamente rivoluzionata. “Frequentiamo solo i nonni, con i quali spesso facciamo passeggiate al Parco. Federico “incontra” gli amici da remoto con il videogioco Fortnight e si incontra con un compagno con il quale va in bicicletta. Non sono assolutamente isolati, non si annoiano e sono allegri. Certo mi chiedono sempre della maestra e dei compagni. Sono felice della mia scelta di non avergli fatto vivere una scuola otto ore con la mascherina. Stiamo tutti facendo delle rinunce, come per esempio gli incontri e le feste di compleanno con i compagni. Ma prima risolveremo il problema della pandemia, prima ritorneremo alla normalità”.

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