Gli avvocati: "No alla chiusura del tribunale di Desio"

300 legali all'incontro per salvare il tribunale. Il sindaco Corti: "Non costa nulla allo Stato, assurdo chiuderla". Presenti Allevi, Farina e la Mazzucconi

Una fase dell'incontro di lunedì mattina (foto Mologni)

DESIO – Avvocati, giudici, sindaci, commercianti, istituzioni: tutti uniti per salvare il Tribunale di Desio. Stamattina hanno gremito la sala udienze della sezione distaccata di via Guido Galli. Insieme hanno deciso di inviare un protocollo al Governo Monti. Con dentro tanti motivi per scongiurare la chiusura.

In aula erano presenti 300 avvocati sui circa 2mila attivi in Provincia MB; c’erano poi 15 sindaci (sui 20 del mandamento). C’erano i parlamentari Daniela Mazzucconi e Renato Farina; c’era il presidente della Provincia di Monza, Dario Allevi. C’era il presidente del Tribunale di Monza, Anna Maria di Oreste. E c’era il presidente dell’ordine degli avvocati di Monza e Brianza, Francesca Sorbi. Presenti anche gli avvocati Enrico Merli e Carlo Alborio del Consiglio Nazionale Forense e Gabriella Mariconda coordinatrice della sezione distaccata di Desio.

Tante le frecce nell’arco del Tribunale di Desio e tanti i motivi per salvarlo dai tagli: «E’ una sezione distaccata di grande efficienza – spiega Francesca Sorbi -. Qui vengono affrontati 6mila processi civili e mille penali ogni anno. Copre un’area di 20 comuni, dove vivono 400mila abitanti e operano 45mila imprese. Ci lavorano 650 avvocati». «Il Tribunale di Monza – aggiunge Anna Maria Di Oreste – non avrebbe lo spazio dove ospitare tutto questo lavoro. Già ora è al collasso e ogni addetto ha uno spazio che non supera i 4 metri quadrati. E’ necessario ampliare gli spazi, non certo ridurli». «Singolare – argomenta il sindaco di Desio, Roberto Corti – che si voglia chiudere una struttura che non costa nulla allo Stato. Il Comune di Desio è proprietario della struttura e non chiede neppure l’affitto, se non i costi di gestione, che vengono rimborsati solo al 75 per cento».

Gli avvocati chiedono che, prima di procedere a tagli indiscriminati, si valuti quali sono i tribunali inefficienti o inutili, e poi si proceda a tagliare solo  ciò che è realmente improduttivo. Ma la battaglia si annuncia contro vento. Già la legge approvata lo scorso dicembre che contiene la delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli Uffici Giudiziari prevedeva la soppressione della sede distaccata di Desio. E ora il quadro è diventato ancora più difficile con l'approvazione del decreto sulla spending review da parte del consiglio dei ministri. Il governo ha previsto la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate e la cancellazione di 37 piccoli tribunali, 38 Procure e 220 sezioni distaccate. Ma secondo gli avvocati della Brianza un simile modo di tagliare porterebbe non solo a nessun risparmio, ma addirittura a un aumento delle spese.

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