Niente messa di Natale alla scuola cattolica: "Ci sono fedi diverse"

L’Ecfop, ente cattolico di formazione professionale, non celebrerà la tradizionale messa per festeggiare il Natale. I motivi della decisione del don

La decisione dell'Ecfop - Foto repertorio

La tradizionale messa di Natale non ci sarà. Al posto dell’eucarestia, con ogni probabilità, ci saranno riflessioni, preghiere, canti e proiezioni di immagini. Ma nessun riferimento alla religione, né tanto meno alla chiesa cattolica. Anche a costo di “tradire” se stessi e la propria vocazione. 

Si, perché a decidere di rinunciare alla messa di Natale, è stato l’Ecfop, l’ente cattolico di formazione professionale di via Manara 34 già finito nei mesi scorsi nell’occhio del ciclone perché teatro di un presunto caso di discriminazione nei confronti di uno studente gay, costretto a studiare in corridoio

La scelta del parroco che avrebbe dovuto celebrare la funzione per gli studenti, racconta Federico Berni sul Corriere della Sera, è stata annunciata mercoledì pomeriggio dal preside, nel corso di una riunione con il corpo docenti. 

Alla base della novità, che con ogni probabilità è stata approvata sia dal parroco sia dal dirigente scolastico, ci sarebbe la volontà di non turbare né discriminare studenti di altri fedi. Il “problema”, che fa nascere le polemiche, è che la scuola è dichiaratamente “di parte” e quindi la decisione ha scontato molti. 

“Gli altri anni i ragazzi islamici venivano in chiesa con tutta la classe senza problemi - hanno fatto notare alcuni professori al Corriere -. E in ogni aula c’è il crocifisso. Qui si tengono le ore di istruzione religiosa, nelle macchinette si trovano anche snack al salame e nessuno si è mai offeso, che senso ha rinunciare alla messa, allora?”. 

Una parziale giustificazione è arrivata da don Marco Oneta, parroco di San Biagio. “È vero, alla fine si è scelto di non celebrare messa - ha detto al Corriere -. La messa, e il sacramento dell’eucaristia, per alcuni possono essere un atto di culto troppo forte, non solo per chi professa una fede diversa, ma anche per chi non è solito frequentare la chiesa”. 

Dalla scuola, al momento, non arrivano risposte ufficiali. Chi ha risposto, però, è Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Regione Lombardia e parrocchiano proprio della chiesa di San Biagio a Monza. Il leghista si è detto “estremamente amareggiato” per la scelta del suo don. “Da anni vado a messa a San Biagio - ha confessato -, ma d'ora in avanti non vi metterò più piede. Andrò in Duomo o in qualche altra chiesa monzese."

"Non voglio strumentalizzare la vicenda, molto simile del resto ad altre situazioni che si stanno verificando nel resto del Paese, ma sono scandalizzato dal fatto che sia un prete a rinunciare alla celebrazione del Natale. Finché si tratta di un preside ateo ad invocare la laicità in una struttura dello Stato, posso capirlo anche se non lo giustifico e non lo condivido, ma che adesso la Chiesa si faccia problemi a casa propria lo ritengo inaccettabile ed assurdo". 

"Rinunciare alle proprie radici e tradizioni in nome di un confuso relativismo - ha concluso Romeo - è l'atteggiamento più errato da tenere nei confronti degli stranieri che arrivano nel nostro Paese professando altre religioni."

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