Nube di ammoniaca a Paderno, Unione Artigiani: "No a mini-Ilva"

Secondo i piccoli imprenditori sono a rischio 150 posti di lavoro nell'indotto della Leganti Naturali, la ditta sotto accusa per le esalazioni di ammoniaca

Un presidio a dicembre (blog.libero.it/padernovillaggio)

"No a un mini-caso Ilva in Brianza". Questo in sintesi il pensiero dell'Unione Artigiani sulla ditta Leganti Naturali di Paderno Dugnano, al centro dell'attenzione dopo le analisi sugli odori provenienti dallo stabilimento e propagatisi in tutto il quartiere del Villaggio Ambrosiano. Secondo le ultime analisi di Arpa, sarebbe escluso un pericolo per la salute dei cittadini. E l'Unione chiede che si tenga conto non soltanto di questo, ma anche delle piccole imprese dell'indotto.

Sono circa 150 i posti di lavoro che in totale sarebbero messi a repentaglio chiudendo gli impianti. L'Unione chiede quindi di non creare capri espiatori e di non arrivare a "frettolose chiusure senza effettive ragioni".

L'ANTEFATTO: LE CENERI - A dicembre si era concluso lo smistamento delle ceneri pesanti - provenienti dagli inceneritori di varie parti della Lombardia - alla Leganti Naturali di Paderno Dugnano. Si tratta di materiale non pericoloso, scorie che restano sul fondo del forno dopo la combustione. Ma una volta giunte a Paderno, secondo una prima versione le ceneri avrebbero causato una reazione chimica. Di qui il gas maleodorante.

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MALESSERI - Gli abitanti del Villaggio Ambrosiano hanno manifestato malesseri vari e irritazioni alle vie respiratorie. E l'Asl ha trovato ammoniaca, facendo "cadere" la versione della reazione chimica inattesa. L'ammoniaca infatti sarebbe giunta direttamente dagli inceneritori, principalmente Brescia e Milano-Silla, e renderebbe pericolose le esalazioni. Intanto l'azienda ha promesso che si occuperà di risolvere il problema, forse installando abbattitori di esalazioni.

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