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L'oratorio di Villasanta (Ap/Monza Today(

L'oratorio di Villasanta (Ap/Monza Today(

Villasanta, la "guerra della musica" tra l'oratorio e il condominio

Tipicamente estiva la battaglia tra l'oratorio feriale e il palazzo di fronte. "Musica troppo alta" accusano i residenti. "Non l'abbassiamo" rispondono dal centro giovanile.

VILLASANTA - Per alcuni sono solo canti gioiosi e voci di bambini che si divertono; per altri, invece, un baccano infernale propinato a tutte le ore della giornata. La "querelle dell'oratorio", così si potrebbe chiamarla, vede opposti il centro giovanile San Giovanni Bosco di via de Amicis e il condominio di rimpetto.

A TUTTO VOLUME -  I residenti sono infastiditi dalla musica sparata a tutto volume dalla casse di un potente impianto stereo: serve  per accompagnare i giochi e scandire i momenti della giornata dei bambini. "Non è il primo anno che accade - si lamenta una signora che abita nei paraggi  - ormai è un appuntamento fisso. C'è chi vuole dormire, chi ha mal di testa e chi semplicemente vuole fare una telefonata. Possibile che non riescano abbassare il volume?" 

Dall'altra parte c'è il responsabile del progetto, il milanese Andrea Brancolini, che fa sapere a mezzo stampa di non avere alcuna intenzione di diminuire i decibel. Linea dura: l'oratorio c'è da sempre, le case sono arrivate dopo, la sintesi del ragionamento. Sbagliato, quindi, lamentarsi.

ACQUA SUL FUOCO - Noi di MonzaToday abbiamo verificato di persona: il volume degli impianti è veramente alto, in una zona del paese in cui  ci pensano da sempre le campane a "dettare" con potenza i ritmi quotidiani. 

Il sindaco Emilio Merlo (Lega Nord) cerca di gettare acqua sul fuoco, per evitare una contrapposizione sul modello delle vecchie dispute tra don Camillo e Peppone.

"Ci sono stati tre sopralluoghi della polizia locale, che non hanno riscontrato irregolarità - commenta al telefono -. A questo devo attenermi come amministratore".

C'è poi l'aspetto personale. "Certo che, da privato cittadino, non posso fare a meno di rilevare come la soglia di tolleranza si sia abbassata molto nel corso degli anni. Sono questioni tipicamente estive - rimarca Merlo -  ma un conto è la musica dopo mezzanotte, un altro quella nel pomeriggio". Il primo cittadino si è comunque riservato di fare un sopralluogo: "Verificherò di persona" promette. 

MEDIAZIONE - Sarebbe forse il caso di cercare una mediazione tra i due estremi. Per avere un paese vivo, bisogna concedere qualcosa al rumore. Ma abbassare il volume di qualche decibel non significa spegnere la musica. Questo, perlomeno, è quello  che si tenta di spiegare da sempre agli adolescenti...

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