Spari per il controllo della prostituzione, fermato un 33enne per l'omicidio di Ilir Berisha

Nella notte del 15 settembre il 24enne è stato accompagnato da un connazionale all'ospedale di Desio dove è morto poco dopo

Ilir Berisha (Foto da Facebook)

Un omicidio "fantasma", senza un apparente luogo del delitto e nemmeno un movente, è stato risolto in pochissimi giorni dai carabinieri della compagnia di Desio, guidati dal capitano Masueto Cosentino e del personale della Squadra Mobile della Questura di Milano. Nella mattinata di martedì è stata data esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere per E.B., 33 anni, albanese, presunto omicida del 24enne albanese che nella notte dello scorso 15 settembre era giunto in ospedale a Desio, accompagnato da un connazionale, con due ferite da arma da fuoco. Poco dopo il suo arrivo in Pronto Soccorso il 24enne era deceduto ed erano cominciate le indagini per fare luce sull'omicidio.

Grazie alla cooperazione tra le forze di polizia brianzole e i poliziotti milanesi il caso è stato risolto in pochissimo tempo e in meno di quattro giorni il presunto responsabile del delitto è stato fermato e sottoposto a fermo di indiziato delitto per omicidio volontario. 

A illustrare i risultati della brillante attività investigativa martedì pomeriggio, in Procura a Monza, insieme al Procuratore Luisa Zanetti c'erano il capitano Mansueto Cosentino, comandante dei carabinieri della compagnia di Desio, Rita Fabbretti, Vice Questore e Dirigente della Squadra Mobile di Milano insieme a Paolo Lisi, Commissario Capo della II Sezione della Mobile.

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Le indagini

Il 24enne albanese è giunto al Pronto Soccorso dell'ospedale di Desio nella notte di venerdì colpito da due colpi di arma da fuoco. Uno dei proiettili, esplosi da una pistola di piccolo calibro, ha raggiunto il cuore del 24enne, lesionando gravemente l'organo vitale. Il 24enne albanese, sulla carta incensurato, ex pugile, è morto poco dopo il suo arrivo al nosocomio. 

Immediatamente sono scattate le indagini da parte dei militari della compagnia di Desio con il supporto degli uomini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Gruppo di Monza. Il primo a essere ascoltato è stato il connazionale che aveva accompagnato il ragazzo in ospedale: in un primo momento l'uomo era reticente e diceva di non ricordare il luogo dove era avvenuta la sparatoria ma in seguito, forse anche grazie alla pressione fatta dai famigliari della vittima, i ricordi hanno cominciato a riaffiorare. 

Teatro della sparatoria era stata un'area isolata di Cermenate, in via XXV Aprile, a ridosso della Brianza monzese. Qui, per terra, i carabinieri hanno trovato ancora uno dei bossoli cal. 6.35 esplosi e del sangue. Immediatamente è emerso il probabile movente dell'omicidio, maturato nell'ambito del controllo della prostituzione.

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Grazie alla collaborazione con la Squadra Mobile di Milano il presunto responsabile, B. E., 33enne albanese è stato rintracciato poco dopo, mentre attarverso il confine di frontiera stava per abbandonare l'Italia. Il 33enne è stato intercettato e fermato il giorno seguente a Courmayeur (AO) dove ha manifestato la volontà di rendere spontaneamente delle dichiarazioni al Pubblico Ministero che si stava occupando del caso di Berisha.

E' stato lo stesso 33enne, interrogato dagli inquirenti, a rendere un’ampia confessione ammettendo le sue responsabilità per l’omicidio di Ilir Berisha, riferendo di aver esploso i colpi per le continue minacce rivolte dal 24enne e riconducibili a dei dissidi nati nell’ambito dello sfruttamento della prostituzione. Non si esclude che il 24enne stesse ampliando i suoi orizzonti "imprenditoriali" sfruttando giovani ragazze proprio dove il 33enne aveva già avviato un suo fiorente giro d'affari.

Il movente

Mentre gli inquirenti stanno tentando diapprofondire il movente che avrebbe portato alla sparatoria sfociata in omicidio, proseguono anche le ricerche relative all'arma del delitto. Nel weekend insieme ai militari sono stati impegnati anche i vigili del fuoco e i sommozzatori che hanno scandagliato alcuni tratti di un corso d'acqua brianzolo alla ricerca della pistola utilizzata per il delitto.

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Dopo l'iniziale fermo per il reato di omicidio volontario, martedì mattina, all’esito dell’udienza il Gip di Monza ha convalidato il fermo e all’indagato è stata applicata la misura cautelare.

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