Omicidio a Cinisello, 29enne sgozzato da due "coinquilini" ubriachi: fermati i presunti killer

La vittima e i due killer vivevano in una ditta abbandonata a due passi dal luogo dell'omicidio

Il luogo dell'omicidio e i due arrestati

Hanno iniziato a litigare all'interno di quella stanza di fortuna che condividevano da qualche mese. Poi, una volta all'esterno, la lite si è trasformata in un pestaggio vero e proprio. Quindi, con la vittima già a terra, uno dei due aggressori ha estratto un coltello e lo ha piantato alla gola del "rivale". Poi, come se niente fosse successo, entrambi sono andati via, cercando di sfuggire - inutilmente - ai militari che gli davano la caccia. 

I carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni hanno fermato - perché fortemente indiziati di delitto - due marocchini di ventuno e ventitré anni ritenuti responsabili dell'omicidio di un loro connazionale ventinovenne, ucciso poco dopo la mezzanotte dello scorso 12 marzo con un fendente al collo in viale dei Partigiani a Cinisello Balsamo. Quella sera, la vittima era stata trovata agonizzante a terra in un lago di sangue e, nonostante il rapido intervento dei soccorritori, era morta poco dopo l'arrivo al San Gerardo di Monza. 

Omicidio a Cinisello: ucciso un 29enne | Video

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A ucciderlo, hanno accertato gli investigatori, sarebbero stati un ventunenne - in Italia soltanto da tre mesi - e un ventitreenne che vivevano insieme a lui all'interno del vecchio mobilificio, ormai abbandonato da dieci anni, che "sorge" a pochi metri dal luogo dell'omicidio.

I tre, tutti piccoli spacciatori, avrebbero iniziato a discutere - anche perché ubriachi - fino a quando uno dei due fermati avrebbe accoltellato il rivale, per poi fuggire buttando il coltello, con una lama da venti centimetri, in un vicino cespuglio. 

I presunti killer subito dopo l'omicidio avevano abbandonato Milano e - i militari ne sono certi perché li stavano intercettando - erano pronti a lasciare l'Italia per fuggire all'estero. Il ventunenne è stato fermato a Parabiago da alcuni conoscenti, mentre il complice è stato bloccato a Lecco, dove era andato da amici a raccogliere i soldi per preparare la fuga. Entrambi al momento si trovano nel carcere di Monza. 

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