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La scena del delitto (Foto Bennati) e i due sospettati fermati

La scena del delitto (Foto Bennati) e i due sospettati fermati

La cocaina e le coltellate fino a uccidere, il padre di Cristian: "Stesso vizio di mio figlio ma sono assassini"

"Meriterebbero di essere processati come adulti, perché se solo penso che da minorenni in pochi anni me li ritroverò fuori divento matto" ha detto Michele Sebastiano

Forse doveva essere solo una rapina, un appuntamento fissato per uno scambio di droga finito però con venti coltellate e un cadavere lasciato in un lago di sangue sotto il porticato di un condominio popolare di via Fiume a Monza. Da quel palazzo si allontanano veloci due ragazzini: hanno 14 e 15 anni e in tasca alcuni grammi di cocaina che di lì a poco si chiuderanno in casa a consumare. Le telecamere di videosorveglianza dell'area li riprendono mentre con passo sicuro camminano per il quartiere. Sotto i vestiti, nascosto da qualche parte, il coltello che hanno appena usato per tagliare la gola a un uomo.

Restano ancora molti i punti oscuri da chiarire e su cui dovranno far luce gli inquirenti. Tra questi il movente: dietro l'omicidio consumato domenica mattina in uno dei quartieri periferici della città si nasconde una quotidianità fatta di droga - cocaina - che ha consumato tre famiglie. Quella di Cristian Sebastiano, con il padre in lacrime che piange un figlio e chiede giustizia, e quella dei due ragazzini cresciuti nello stesso quartiere, tra le stesse difficoltà e che ora sono sospettati di omicidio.

"Hanno lo stesso vizio di mio figlio, le stesse debolezze, con la differenza che lui era un signore e questi sono assassini. Cristian non ha mai instradato nessuno alla dipendenza della cocaina" ha dichiarato il padre Michele Sebastiano in riferimento alle parole pronunciate da uno dei due giovanissimi che durante gli interrogatori davanti ai carabinieri e al procuratore dei Minori Ciro Cascone ha ammesso di aver ucciso il 42enne per "punirlo" per averlo fatte cadere nel tunnel della dipendenza. 

"Quello che era mio figlio lo sappiamo, ma adesso non diventi lui il tossico, lo spacciatore e loro le povere vittime" ha aggiunto Sebastiano parlando all'Ansa. E ancora per quei due ragazzini che conosceva anche lui e uno dei quali aveva più volte ospitato a pranzo a casa "meriterebbero di essere processati come adulti, perché se solo penso che da minorenni in pochi anni me li ritroverò fuori divento matto, sarebbe vergognoso. Lo spacciatore vende, chi assume droga la cerca, funziona così e uno dei due a sua volta già vendeva droga in Stazione".

La svolta nelle indagini per l'omicidio di Cristian Sebastiano

Fondamentali per accelerare le indagini sono state le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza dell'area che hanno intercettato i due vicino ai portici del condominio dove avrebbero teso un agguato al 42enne che abitava proprio dall'altra parte della strada a poche centinaia di metri da lì. E le testimonianze di chi quella scena l'ha vista da vicino e ha sentito le urla. Cristian avrebbe pronunciato il nome di uno dei due ragazzi e forse proprio questo avrebbe portato i due a uccidere l'uomo e poi scappare. Le tracce di sangue sotto le scarpe, gli spostamenti fino alle proprie abitazioni, i vestiti sporchi nascosti in lavatrice e il coltello: tutti pezzi di un puzzle che piano piano, grazie al lavoro degli inquirenti che è proseguito senza sosta per tutta la notte, è stato in grado di dare un volto e un nome ai due presunti killer. 

Il tunnel della dipendenza, la droga e le coltellate

"Due ragazzini così piccoli a questa età vittime e prigionieri delle sostanze" ha commentato Ciro Cascone, procuratore della Repubblica per i minorenni di Milano. Non è bastato correre in casa, cambiarsi veloci d'abito e nascondere i vestiti in lavatrice e nemmeno ripulire il coltello da cucina e rimetterlo a posto, come se nessuno mai lo avesse toccato. Come se non fosse stato usato poco prima per tagliare la gola a un uomo.

VIDEO | M inorenni fermati per omicidio

Una morte arrivata come "vendetta", secondo quanto riportato da uno dei due ragazzini, che avrebbe riferito agli inquirenti, confessando il delitto, di aver agito così per punire il 42enne per averlo trascinato nel mondo della droga. Hashish, marijuana e cocaina: giornate trascorse senza scuola, due adolescenze finite ancora prima di cominciare trasformate dalla violenza e dalle sostanze stupefacenti. Due ragazzi del quartiere apparentemente giovani come tanti. Forse con qualche segreto in più: nel passato di uno di loro a undici anni c'è già un furto. 

A casa dei due ragazzi sono stati rinvenuti gli abiti indossati al momento dell'omicidio, ancora sporchi di sangue e riposti in lavatrice, pronti per essere lavati. Nelle abitazioni dei due minorenni sottoposti a fermo è stato rintracciato anche il coltello che gli investigatori ritengono essere l'arma usata per il delitto: si tratta di un coltello da cucina con una lama di circa venticinque centimetri. Secondo quanto al momento appreso sembra che sia stata rinvenuta anche della droga.

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