"Prima o poi mi vedrete su Chi l'ha visto?", il terribile presagio di Liliana uccisa dall'ex

Davide Perseo, 25 anni, è in attesa dell'udienza di convalida del fermo. La vittima, Liliana Mimou, è stata strangolata nella sua auto a Cusano Milanino

Davide Perseo, arrestato per l'omicidio di Liliana

In qualche maniera Liliana Mimou sapeva che Davide Perseo - accusato dell’omicidio - poteva diventare pericoloso. Era stata la causa della rottura del rapporto, circa sei mesi fa. Ne aveva parlato con le sue amiche alle quali avrebbe detto un giorno: "Prima o poi mi vedrete su Chi l'ha visto?", riferendosi alla sua situazione sentimentale con l'ex.

E' in questo contesto avvelenato da litigi violenti che matura l'omicidio della ragazza di ventisette anni trovata con una corda sul collo, all'interno della sua auto, domenica mattina, nel parcheggio del cimitero di Cusano Milanino (Mi). A strangolarla - secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Comando provinciale di Milano - sarebbe stato il venticinquenne, che vive a pochi metri di distanza dal luogo dove è stato rinvenuto il cadavere. L'uomo è in attesa dell’udienza di convalida del fermo.

Il giovane, con alle spalle qualche piccolo precedente penale, da non molto tempo farebbe l'autotrasportatore. Liliana, parrucchiera in un salone di bellezza di via Astesani a Milano, avrebbe trascorso l'ultima serata della sua vita in compagnia di Davide in giro per alcuni locali di corso Como. E' lei, residente a Limbiate, in Brianza, ad accompagnarlo a casa sua, in via Pedretti a Cusano.

Una volta nel parcheggio - stando alla ricostruzione dei carabinieri - qualcosa degenera e scoppia la lite violenta. La morte della ragazza, secondo le prime ipotesi, risalirebbe alle quattro di notte. Il luogo, molto isolato, e l'ora tarda consentono al presunto assassino di allontanarsi senza che qualcuno vedesse nulla. Solo la mattina successiva, intorno alle dieci di domenica, un passante nota una vettura nera, una Renault Modus, parcheggiata in modo insolito: tra lo stallo e la corsia. All'interno, sul sedile posteriore, c'è il corpo della donna con la testa riversa su un seggiolino per bambini.

Pochi minuti dopo, i militari della Compagnia di Sesto San Giovanni isolano la zona e la scientifica inizia i rilievi. In meno di un'ora il quadro del delitto prende forma. Sempre intorno alle dieci, la madre della donna si presenta dai carabinieri di Limbiate a denunciare la scomparsa della figlia.

"E' uscita sabato sera per un compleanno ma non è più tornata e al telefono non mi risponde e non è da lei", dice la signora prima di scoprire che la sua Liliana era morta già da sei ore. Poco dopo, alle dieci e cinquanta, un equipaggio del 118 interviene in casa Perseo. La madre del ragazzo ha chiamato l'ambulanza perché il figlio ha ingerito barbiturici e si è tagliato i polsi senza dare spiegazioni. "Rimesso in piedi" e interrogato, il ragazzo parla ma non confessa l'omicidio.

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A sua carico non ci sono denunce di violenza anche se negli archivi della forze dell'ordine ci sono due interventi dopo liti violente tra Davide e Liliana. Il primo, all'esterno del negozio di parrucchiera in zona Comasina dove lavorava la vittima, a marzo 2015: chiama la titolare dopo un'aggressione alla sua dipendente. Il secondo, un mese dopo, durante una discussione furibonda, proprio nel parcheggio dove si è consumato l'omicidio. Le testimonianze dei parenti e delle amiche della donna confermano il carattere aggressivo del giovane. Si aspettano i risultati dei rilievi e degli interrogatori per chiudere il cerchio attorno al venticinquenne.

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