Omicidio a Cinisello Balsamo: uccide un trans, poi rapina un ristorante ma viene accoltellato

Arrestato un netturbino dell'Amsa. L'uomo sparava con una penna pistola calibro 22. Le indagini

Quel 4 febbraio per Giovanni Amato, netturbino dell'Amsa con qualche precedente penale per droga, era stato il giorno di 'non ritorno'. In meno di 24 ore aveva sparato contro una transessuale peruviana di 42 anni, uccidendola probabilmente per rapinarla, all'interno di un appartamento in via Friuli a Cinisello Balsamo (Milano). E dopo l'omicidio, durante la tarda serata di quella stessa domenica, aveva rapinato e sparato all'interno del ristorante Sushi Fuel a Segrate (Milano). Durante il colpo nel locale, però, qualcosa era andato storto. Lui e il complice erano stati aggrediti e accoltellati da due ristoratori cinesi tutt'altro che disposti a cedere l'incasso della giornata. Insieme al complice Amato era riuscito a fuggire ma i due feriti erano stati 'raccolti' nel corso della notte dai soccorritori del 118 e dai carabinieri. Il netturbino in particolare, con un polmone perforato, era stato soccorso in via Olgettina a Milano, davanti al centro raccolta rifiuti - ironia della sorte - dell'Amsa. 

Video: ecco le immagini che incastrano il killer

Quella stessa mattina, siamo già al 5 febbraio, era stato dichiarato in arresto per la rapina al ristorante dai militari della Compagnia di San Donato diretti da Antonio Ruotolo. A distanza di 8 mesi, sono i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Sesto San Giovanni, guidati da Cosimo Vizzino, a dichiararlo in arresto anche per l'omicidio volontario e aggravato della transessuale peruviana. Le indagini, coordinate dal procuratore del Tribunale di Monza, Luisa Zanetti, sono state molto complesse ma hanno permesso di arrivare al nome di Amato, 42 anni, con certezza.

Quel 4 febbraio, la coinquilina della peruviana, un'altra trans, aveva chiamato il 118 e le forze dell'ordine perché rincasando attorno alle 4 aveva ritrovato sdraiata sul letto e senza vita, la sua amica. In un primo momento non era stato così semplice individuare il foro del proiettile perché l'arma era una calibro 22 un po' particolare. Si trattava di una penna-pistola  potenziata e dotata di silenziatore. Facile da usare perché non sembrava un'arma e con il vantaggio che il bossolo restava inserito dentro.

Video: la rapina violentissima nel sushi bar a Segrate

Accertato che si trattava di omicidio, i militari cominciano a passare al setaccio le telecamere di viale Fulvio Testi, al confine tra Sesto e Cinisello, dove la vittima si prostituiva. A quanto pare quella notte la trans, che fin da subito era chiaro non avesse conti in sospeso con nessuno, si era piazzata in strada attorno alla mezzanotte. Testimoni, e le immagini di alcune telecamere lo confermeranno, avevano riferito che attorno all'1 era salita sulla Fiat Punto di un cliente. I due erano andati nell'abitazione della trans. Fatto confermato sia da un messaggio che la vittima aveva inviato su Whatsapp alla coinquilina per avvertirla che in casa ci sarebbe stata lei con un cliente, sia dalle telecamere. Dagli stessi video si vede poi il cliente uscire da solo e allontanarsi sulla sua Punto. Un'auto un po' particolare perché uno dei fari anteriori faceva molta più luce rispetto all'altro, per il tipo di cerchioni e per una banda laterale lungo la fiancata.

Durante le indagini sono state prese in considerazione ben 60mila auto dello stesso modello. Il punto chiave però è arrivato dal Ris. I militari erano riusciti a isolare una impronta in una bottiglia nella scena del crimine. L'impronta corrispondeva a quella di Giovanni Amato. Non solo. Uno dei proiettili che ha colpito il ristoratore cinese, che si è salvato, corrispondeva, secondo gli studi balistici, alla stessa arma con cui era stato sparato il colpo che aveva ucciso la peruviana. L'arma, la penna pistola modificata, era stata tra l'altro abbandonata dagli assalitori all'interno del ristorante. E infine, si è scoperto che la mamma di amato, possedeva una Punto che aveva le stesse caratteristiche della Punto dell'assassino. L'auto è stata ritrovata in un parcheggio davanti una delle sedi dell'Amsa: per Giovanni Amato è stato l'epilogo.

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