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I pusher nell'area dell'ex Snia

I pusher nell'area dell'ex Snia

Spaccio di droga, armi e spari per uccidere i rivali, blitz nella "Gomorrakech" della Brianza

La maxi operazione ha coinvolto l'area dell'ex Snia a Varedo. I carabinieri hanno dato esecuzione a dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere

Un’area di oltre 400mila metri quadrati, una distesa di capannoni dove un tempo fioriva la produzione tessile oggi diventata la terra di nessuno, dove tra i fabbricati con solai pericolanti e gli edifici abbandonati, ha iniziato a regnare il degrado, lo spaccio e la criminalità.

Qui alcune bande di pusher hanno costruito la loro “fortezza” dove la droga veniva venduta a ogni ora del giorno e della notte, allestendo bazar delle sostanze stupefacenti tra le rovine dei fabbricati, con vedette armate pronte a sorvegliare l’area dai solai dei capannoni.

Droga, armi, criminalità e ritorsioni tra gruppi rivali: una trama fatta di droga e violenza che nel cuore della Brianza ha declinato in chiave nordafricana le vicende di Gomorra, trasformando l’ex Snia in una “Gomorrakech”.

VIDEO | Droga e armi: ecco la "Gomorrakech" della Brianza

A mettere fine a tutto questo sono stati i carabinieri del comando provinciale di Monza con un blitz nell’area messo a segno dai militari dell’Arma della Compagnia di Desio guidati dal Maggiore Mansueto Cosentino che ha portato all’esecuzione di dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere che hanno raggiunto diversi appartenenti ai vari gruppi criminali attivi nell’area. Tra loro anche una coppia composta da una donna italiana ed un giovane tunisino, che si è prestata ad un pericoloso doppio gioco di fiancheggiamento a tutti i gruppi coinvolti.

Nell’ex Snia, grazie alla vastità dell’area e alla vicinanza della stazione ferroviaria, ogni giorno arrivavano tantissimi tossicodipendenti alla ricerca di una dose. La “fiorente attività” ha generato presto rivalità tra i “signori” della droga attivi nell’area e l’ex fabbrica dismessa negli ultimi tempi è stata teatro di un’autentica guerriglia tra bande rivali, composte tutte da cittadini nordafricani irregolari sul territorio nazionale, in contrasto tra loro per il predominio del “bazar della droga”.

La rivalità tra i gruppi in diverse occasioni è anche sfociata nel sangue, con tre tentativi di omicidio consumati tra i capannoni abbandonati dove erano stati esplosi anche colpi di fucile e pistole da parte di una gang di spacciatori che era stata esclusa dalla “piazza di spaccio”. Durante il blitz i militari hanno recuperato oltre 200 grammi di cocaina, eroina ed hashish, una pistola con matricola abrasa e arrestato in flagranza altri due  pusher.

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