Mani sudate, il San Gerardo grazie a un'operazione "lampo" guarisce dal disturbo

Il nosocomio monzese è da 20 anni centro di riferimento nazionale per iperidrosi e eritrofobia

Al San Gerardo per chi suda eccessivamente da mani e ascelle, fenomeno meglio noto come iperidrosi, c'è una soluzione.

L'ospedale monzese è infatti il punto di riferimento nazionale per questo tipo di patologia, la cui origine va rintracciata nel sistema nervoso simpatico, e per la eritrofobia che interessa chi arrossisce improvvisamente, senza controllo.

Marcello Costa Angeli, chirurgo toracico della ASST di Monza, definisce questi pazienti “orfani di terapia”, perché davanti a queste malattie sociali in Italia c’è meno sensibilità che all’estero. Orfani perché troppo spesso il medico liquida il paziente con la diagnosi del più classico “problema d’ansia”. Così viene inviato dallo psicologo e dallo psichiatra. Ma l’approccio è assolutamente fallimentare.

“Il problema, invece, è congenito, legato al fatto che il sistema nervoso simpatico (che regola la sudorazione) scarica in modo eccessivo – spiega Costa Angeli - È un po’ come se una macchina avesse il minimo del motore troppo alto”. L’unica pausa è durante il sonno. Ma durante il giorno la vita di questi pazienti è un incubo. E non sono poche le “vittime” di questa malattia: in Italia lo 0,5 per cento della popolazione ne soffre. E alla fine i pazienti arrivano al San Gerardo che ormai da circa 20 anni è diventato non solo un punto di riferimento ma tra i pochi ospedali italiani al alta specializzazione in grado di risolvere il problema, essendo una esperienza che sviluppato tra i primi e che nel tempo ha consolidato ottimi risultati. Niente psicologo, niente psicofarmaci. “Con un piccolo intervento chirurgico in toracoscopia risolviamo definitivamente il problema”, spiega Costa Angeli. “Opero quattro persone alla settimana, 200 all’anno, e oltre il 50 per cento arriva da fuori regione, dopo aver scoperto la nostra attività navigando su internet”.

L’intervento è tecnicamente semplice e veloce: 10 minuti in sala operatoria, due taglietti di un centimetro sotto l’ascella, dimissione nella stessa giornata.

“Una lampadina si accende solo se gli arriva un segnale, così succede per le ghiandole, che producono sudore solo se i nervi gli inviano un segnale dal sistema nervoso simpatico toracico - spiega il chirurgo-. Il mio compito è di interrompere questo segnale che passa attraverso un nervo che si trova nel torace, dietro il polmone e lungo la colonna vertebrale. Trovato il nervo, lo strozzo con una clip in titanio e il segnale non passa più”. E in pochi istanti le mani diventano calde e asciutte.

“Esperienza, professionalità, ricerca, territorio e sede fanno la differenza – sottolinea il Direttore Generale della ASST di Monza Matteo Stocco -. Il luogo dove ricevere le cure non è di poca importanza e l’ospedale San Gerardo, ancora una volta, si è dimostrato all’altezza tanto da diventare un centro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale”.

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