Star Wars, quando la Brianza velenosa assomiglia a Gomorra

Nel 2008 la Polizia provinciale scoprì 140.000 metri cubi di rifiuti tossici nel sottosuolo di Desio. Ma nessuno si è accorto di nulla, e i danni per le bonifiche li pagheranno i cittadini

Ruspe seppeliscono tonnellate di rifiuti tossici

DESIO – La «cava della ndrangheta» si trova accanto alla rampa di accesso alla Valassina, a Nord di Desio.  Un luogo dove tutti passano ma dove nessuno guarda. Alla fine di una distesa di una strada sterrata, ecco 30mila metri quadrati di distesa di sabbia (vedi la foto aerea). E’ quello il «tappo» della più colossale discarica sotterranea del Nord Italia. Lì sotto, nel settembre 2008 la polizia provinciale di Milano ha scoperto 140mila metri cubi di rifiuti tossici. Idrocarburi incombusti, oli esausti, piombo, cadmio e cromo esavalente nascosti sotto terra, con il pericolo che possano intaccare la falda acquifera. E’ qui che la Brianza assomiglia in tutto e per tutto ai luoghi descritti da Roberto Saviano in Gomorra.

NESSUN DORMA  - Per almeno dieci mesi la polizia provinciale di Milano ha filmato le operazioni di sversamento delle sostanze tossiche. Ha fotografato i circa 100 camion al giorno che entravano e uscivano. Tutto questo senza che nessuno a Desio si sia accorto di nulla. Non il sindaco, non l’amministrazione comunale, non la polizia locale. I rifiuti provenivano da tutto il Nord Italia. Chi era addetto all’interramento dei rifiuti spesso veniva retribuito con dosi di cocaina.

GLI ARRESTI -  La maxi retata scatta una mattina di fine estate. E’ l’epilogo dell’operazione «Star Wars». Viene arrestato e accusato per associazione mafiosa il latitante Fortunato Stillittano, affiliato alla cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, da trent’anni legata a Desio. Sotto accusa finisce anche Natale Moscato. Sotto accusa finisce anche l’assessore regionale all’Ecologia Massimo Ponzoni. Le accuse sono di traffico illecito di rifiuti, furto, ricettazione, incendio doloso. Nell’aprile 2009 patteggiano quasi tutti, con condanne che vanno da un anno e sei mesi a quattro anni.

DANNI - Ora il Comune di Desio sta pensando alla bonifica dell’area, che costerà milioni di euro. Ma il titolare del terreno non ha soldi: si è dichiarato nulla tenente. Così, i soldi li tireranno fuori i cittadini.
 

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