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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Operazione Warranty, truffa su fondi covid per 21 milioni anche in Brianza: 10 arresti

Sequestrati conti correnti, barche di lusso, immobili e società

scattata oggi alle prime luci dell'alba l'operazione Warranty del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Asti, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, con il supporto anche delle Fiamme Gialle di Lombardia, Lazio e Sardegna, che ha consentito di scoprire un gruppo organizzato attivo tra l’astigiano, le province di Milano, Como, Monza e Lodi. Sono 10 le misure cautelari, di cui 8 in carcere e due ai domiciliari, con il sequestro preventivo di conti correnti, imbarcazioni di lusso, immobili e società. Il tutto in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Asti.

Gli accertamenti dei militari del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Asti hanno permesso di smantellare l’inganno che avveniva attraverso l’utilizzo di società già esistenti e rilevate dagli attori della truffa e di altre create da loro. Si tratta di compagini non iscritte come cattivo pagatore nella Centrale rischi, ma che sono state rese affidabili con l’utilizzo di bilanci artefatti, anche riciclando quelli redatti dalla precedente proprietà delle società acquisite in un momento in cui erano attive (in bonis), ma con dati economico-finanziari falsi, poiché riferiti ad un periodo di inattività. Si è scoperto in sostanza che questi bilanci venivano regolarmente depositati presso la Camera di Commercio, mostrando in questo modo a terzi (banche, privati e pubbliche amministrazioni) una situazione florida, per poter realizzare un inganno credibile; il tutto avvalendosi del rilascio di false fideiussioni, tutte apparentemente emesse da Istituti di Credito.

Le società veicolo della frode accertata dalla Guardia di Finanza astigiana sono state costituite/rilevate in prevalenza da soggetti che si sono presentati ai notai incaricati esibendo documenti di identità contraffatti oppure con l’interposizione di presta-nomi nullatenenti.

Oltre ai delitti di possesso e fabbricazione di documenti falsi e ricettazione di documenti risultati rubati, ai 14 indagati vengono contestati l’indebita percezione, mediante società inesistenti o comunque inattive depositando bilanci con dati inattendibili, di finanziamenti bancari per 375.000 euro, attinti dal Fondo Garanzia Covid 19, e la consumazione ai danni di privati (ex art 640 c.p.) con raggiro sia dei fornitori ai quali è stata ordinata la merce poi non pagata per un valore complessivo di 19.892.333 milioni di euro, sia di istituti di credito/finanziarie per finanziamenti ordinari per un importo pari a 1.850.000 euro.

Attraverso le indagini finanziarie attivate dai militari della Guardia di Finanza di Asti oltre confine avvalendosi degli strumenti di cooperazione internazionale è stato possibile rintracciare un flusso di denaro per circa 250 mila euro trasferito prima nell’Est-Europa (Bulgaria, Slovacchia) e poi da lì in Svizzera, da dove è stata movimentato di nuovo in Italia tramite una società elvetica riferibile ad uno degli indagati – cui è stato contestato il delitto di auto-riciclaggio aggravato dalla transnazionalità. Il vorticoso giro attraverso tre diversi Paesi Europei doveva consentire all'indagato di poter ripulire il denaro e poi riacquistare la proprietà di un immobile di pregio in Brianza che gli era stato pignorato a seguito di procedura risarcitoria giudiziaria che lo aveva colpito per un precedente crac finanziario.

L’azione trasversale ad ampio raggio delle Fiamme Gialle piemontesi ha portato all’esecuzione di una incisiva operazione sia di repressione che di prevenzione di crimini in danno all’economia avendo portato a tracciare anche il tentativo di riscattare mediante identità false una polizza assicurativa per un valore di 550.000 euro intestata ad un cittadino italiano residente nel lodigiano.

Uno dei soggetti colpito da misura cautelare di arresto in carcere è risultato percepire il reddito di cittadinanza che a seguito di questo provvedimento giudiziario però gli verrà sospeso come previsto dalla legge che regola il particolare beneficio sociale.

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