I carabinieri contro i furti d'arte, a Monza mille opere controllate e trecento recuperate

Il bilancio dell'attività dell'anno 2018 dei Carabinieri del Nucleo Tutela Opere d'Arte di Monza

Una delle opere recuperate durante un'operazione

E’ stato un anno da incorniciare il 2018 per i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale (TPC) di Monza. Un’attività incessante, nel Paese che conserva i il maggior numero di opere d’arte al mondo e nella regione più ricca d’Italia. E i dati sono lì a dimostrarlo. Oltre mille sono stati i beni controllati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti: si tratta, principalmente, di opere d'arte poste in vendita da privati attraverso case d'asta o siti internet e collezioni di reperti di interesse archeologico.  

I carabinieri hanno arrestato cinque persone e ne hanno denunciate altre 75: nella maggior parte dei casi si tratta di reati di furto, ricettazione di opere di provenienza illecita e contraffazione di dipinti di arte moderna e contemporanea. Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare 279 beni, di cui 94 oggetti di antiquariato, archivistico e librario, 123 reperti archeologici e 62 opere d’arte contraffatte, per un valore economico stimato in 26.500 euro per i beni autentici e di oltre 14mila per quelli contraffatti. Nel corso anno il numero di furti di beni culturali è lievemente cresciuto rispetto a quelli dell’anno precedente. In crescita i furti nei luoghi espositivi (mostre, gallerie e esercizi commerciali) mentre ha registrato un significativo calo quelli a musei e pinacoteche. Invariati quelli ai luoghi di culto.

Tra le operazioni più importanti c’è il recupero e la restituzione alla chiesa di San Giuseppe di Muggiò di un’opera dal maestro Trento Longaretti, sottratta nel 2006. C’è poi il recupero e la restituzione al proprietario di un dipinto di Filippo De Pisis, rubato a Milano nel 1975 in un’auto. C’è poi la scoperta di una vendita di opere false attribuite all’artista Edoarda Emilia Maino. L’attività investigativa si è conclusa con il sequestro di 90 manufatti falsamente attribuiti all’artista e la denuncia di 12 persone.



 

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