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Lunedì, 15 Agosto 2022
Storie / Cavenago di Brianza

L'orto verticale della Brianza dove le piante crescono quasi "senza" acqua

In un momento in cui la siccità è una emergenza, dalla Brianza arriva una risposta innovativa per le sfide dell'agrifood. L'azienda che ha fatto germogliare un orto verticale e coltiva piantine con un risparmio di acqua pari al 95%

Mentre le riserve idriche scarseggiano e l’emergenza siccità sta mettendo a dura prova coltivazioni e agricoltura, in Brianza c’è un orto verticale dove le piante crescono senza sprechi idrici. Anzi, quasi senza acqua. Con un risparmio di "oro blu" pari al 95%.

Con l’allarme siccità, è l’agri-food uno dei settori più colpiti dalla crisi idrica. E una delle sfide per il futuro arriva proprio dalla Brianza: da Cavenago dove dallo scorso anno è presente Planet Farms, la vertical farming più grande d’Europa dove le piante sono coltivate in strutture su più livelli con un miglioramento nell’uso delle risorse naturali e dei suoli agricoli con la produzione alimentare che diventa così indipendente dalle condizioni climatiche. E quindi - in parte - anche dalla siccità.

L'orto verticale in Brianza che risparmia il 95% di acqua 

“Abbiamo sviluppato un sistema di coltivazione unico al mondo che permette di controllare tutti i parametri fondamentali per la crescita di una pianta garantendo un processo il più naturale possibile. La nostra è una filiera corta interamente integrata, nella quale entra un seme ed esce un prodotto finito” ha spiegato a MonzaToday Luca Travaglini, co-founder e co-ceo Planet Farms, azienda inaugurata a ottobre dello scorso anno. “Un sistema virtuoso di produzione in grado di garantire la sicurezza degli alimenti e di escludere shock climatici improvvisi capaci di compromettere il regolare approvvigionamento alimentare e le qualità del prodotto” ha aggiunto Travaglini.

planet farm orto verticale-2

Una filiera che punta sulla tecnologia e su una metodologia innovativa e sostenibile che oggi, in piena emergenza idrica connessa alla siccità, può essere considerata una risposta vincente. “Il sistema di coltivazione di Planet Farms consente di risparmiare il 90% di suolo e oltre il 95% dell’acqua utilizzata nei sistemi di coltivazione tradizionali producendo 365 giorni all’anno. Siamo in grado di azzerare gli sprechi: nello stabilimento Planet Farms di Cavenago, l'acqua e i sali minerali che non vengono assorbiti dalle colture vengono reintegrati e rimessi in circolo” ha spiegato Travaglini. E così solo l’acqua necessaria alle piante viene assorbita dalle radici e realmente consumata e le foglie non vengono mai in contatto con l’acqua.

“Cambiamenti climatici, desertificazione, crescita demografica, reperibilità del cibo sono istanze alle quali il vertical farming sta dando risposte sempre più concrete e soluzioni sostenibili, giocando un ruolo fondamentale nella salvaguardia del Pianeta” ha dichiarato Travaglini, spiegando i vantaggi delle colture verticali rispetto all’agricoltura tradizionale. E a Cavenago lo stabilimento ha una superficie coltivabile di un ettaro dove si producono insalate in foglie e basilico in quantità pari a una resa di 100 ettari di agricoltura tradizionale, risparmiando oltre il 95% di acqua. “In questo scenario, il vertical farming rappresenta la soluzione più evoluta per produrre cibo in città, ovunque nel mondo e il più vicino possibile ai consumatori, garantendo contemporaneamente un utilizzo responsabile delle risorse. Planet Farms non vuole sostituirsi con i suoi processi produttivi all'agricoltura tradizionale, ma affiancarla e integrarla”.

La vertical farm nata dall'idea di due amici

“Aria, acqua, luce, terra: gli elementi restano gli stessi di Madre Natura. In Planet Farms replichiamo semplicemente il ciclo naturale di crescita degli ortaggi, proteggendoli da ogni genere di contaminazione ambientale o artificiale, come intemperie, eccesso di calore, attacchi di parassiti e microorganismi patogeni ed erbe infestanti. Utilizziamo semi in purezza, che non potrebbero più crescere in una coltivazione a pieno campo. Grazie alla tecnologia che abbiamo sviluppato le piante ricevono il mix ideale di luce, calore, acqua e sali minerali, secondo cicli rispettosi della fisiologia della pianta e ogni coltura può così esprimere al meglio gusto e qualità nutritive”.

“Quella di Planet Farms è una storia di amicizia, di innovazione, di persone straordinarie e della ricerca incessante dell’eccellenza. Amici fin dall’infanzia, Luca e Daniele, milanesi d’origine, hanno intrapreso percorsi differenti, per poi ritrovarsi in un momento cruciale della loro vita" spiegano dall'azienda.

"Luca aveva costruito la sua carriera sviluppando una grande esperienza nei processi e nella tecnologia di produzione alimentare, ma dopo un importante problema di salute, ha cambiato radicalmente la sua vita per concentrarsi sull'impatto che il cibo ha sul benessere. Daniele aveva intrapreso una carriera nel mondo della finanza a Londra, arrivando ad analizzare e ad investire in alcune delle più grandi aziende del mondo. Ma era pronto a dare una svolta alla sua carriera e alla sua vita: voleva costruire un business guidato da uno scopo più grande, sostenibile e, soprattutto, entusiasmante. Il vertical farming era un’idea allo stato embrionale quando Luca ha avuto l’intuizione di sviluppare un approccio differente, attraverso una tecnologia unica che garantisse prodotti freschi e di alta qualità, grazie a un processo altamente efficiente ed ecologicamente responsabile. Daniele, invece, con la sua visione strategica ha permesso di sfruttare gli aspetti eccezionali di questo processo, di portare questo nuovo modello in tutto il mondo e di prepararlo ad una crescita rapida e sostenibile. Planet Farms è nata dalla loro passione condivisa e dalla missione di rivoluzionare l'agricoltura tradizionale e aiutare il mondo a crescere".

E i frutti di quell'intuizione oggi possono essere ammirati, gustati e annusati. Perchè, citando Thomas Alva Edison, "il valore di un’idea sta nel metterla in pratica". 

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