Con il tagliando per disabili (non suo) parcheggia in divieto di sosta

L'uomo, un milanese di 66 anni, prima si è rifiutato di fornire le proprie generalità e di esibire il tagliando poi ha dichiarato che il permesso fosse della madre. Il pass per disabili però era intestato a una persona ormai deceduta

Quando ha visto che un agente di Polizia Locale stava effettuando dei controlli sulle auto parcheggiate in divieto di sosta è uscito dal bar di fretta, con passo sicuro e veloce, e si è diretto verso la sua auto che stava per essere multata. L'automobilista, un milanese di 66 anni, infastidito ha domandato se anche bere un caffè al bar dopo aver guidato tanto fosse ormai diventato qualcosa di sbagliato.

In realtà, se solo avesse parchegiato da un'altra parte, avrebbe potuto farlo in tutta tranquillità. Durante i controlli in via Martiri della Libertà l'agente, guardando con attenzione la vettura, una Alfa Romeo GT, si è accorto che presentava un pass con un permesso per disabili e ha chiesto al 66enne di visionarlo.

L'uomo inizialmente si è rifiutato sia di fornire le proprie generalità che di esibire il tagliando. Quando infine ha ceduto ha dichiarato i suoi dati e mostrato il pass dove compariva la foto di una donna. Il milanese dapprima ha spiegato che si trattava della madre gravemente malata ma di fronte all'evidenza della falsità dimostrata dagli accertamenti effettuati dalla polizia locale si è giustificato dicendo che era della sua ex compagna ormai scomparsa. L'intestataria del permesso infatti risultava deceduta l'anno scorso.

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L'uomo è stato così multato per il divieto di sosta e gli sono stati contestati il rifiuto a fornire le proprie generalità e l'articolo 496 del codice penale relativo alle false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri per essersi attribuito un pass non suo e ormai non più valido. 

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