Picchia e sequestra ex in casa per un giorno senza farla bere: 36enne accusato di tortura

Tortura, lesioni e sequestro di persona: queste le accuse di cui dovrà rispondere un 36enne monzese, impiegato di banca, arrestato dai carabinieri

E' stata rinchiusa e tenuta segregata in casa, in un appartamento del centro storico di Monza, per un giorno intero, senza mangiare né bere. Vittima di una lunga serie di sevizie e botte. Un calvario che è sembrato infinto a una donna milanese che alla fine è riuscita a chiedere aiuto al fratello che è venuto a salvarla. Ora, come riporta Il Cittadino, un 36enne monzese, impiegato di banca, è accusato di tortura (reato contestato solo in rarissimi e gravi casi), lesioni e sequestro di persona ed è sottoposto a regime di custodia cautelare nel reparto di Villa Serena all'interno dell'ospedale San Gerardo, in un'ala riservata ai detenuti con problemi psichiatrici. 

Secondo quanto ricostruito i fatti risalgono allo scorso settembre quando la donna - una 35enne milanese - avrebbe incontrato in città il suo aguzzino con cui aveva avuto una relazione sentimentale poi finita. Si sarebbero dati appuntamento per un chiarimento poi sfociato in un sequestro scandito da terribili torture. Prima le botte, con un pugno sferrato alla tempia appena entrata in casa poi altre violenze e percosse addirittura con un bastone. Quando i familiari l'hanno liberata l'hanno trovata terrorizzata, con lividi al volto e tre costole rotte.

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Durante quelle ore interminabili le sarebbe stata negata addirittura l'acqua: se chiedeva di bere, il 36enne anzichè avvicinarle il bicchiere glielo rovesciava in testa. La donna poi ha presentato una denuncia presso il comando dei carabinieri di Milano Rogoredo e dai primi accertamenti è emerso che a carico dell'uomo - proprio negli stessi giorni - era stata presentata un'altra querela da parte di un'altra donna a cui il 36enne avrebbe rotto il naso. 

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