Sbatte contro un cancello la moglie e la riempie di calci e pugni per una telefonata

L'uomo, 48 anni, residente ad Arcore, è finito in carcere. La violenza in strada a Milano in via Inganni domenica sera

Carabinieri - Foto repertorio

Hanno sentito urlare in strada e si sono affacciati alla finestra. Sotto i loro occhi hanno visto un uomo strattonare una donna, scaraventarla con violenza contro un cancello e colpirla. Calci, pugni e schiaffi. Una furia violenta che non si è fermata nemmeno quando la vittima è caduta a terra. Domenica sera a Milano, in via Inganni, sono stati i residenti a dare l'allarme e chiedere aiuto.

Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di San Crostoforo e del Nucleo Operativo della compagnia di Milano Magenta. Una pattuglia ha soccorso la ragazza mentre i colleghi si sono lanciati all'inseguimento dell'uomo, un 48enne di origini peruviane residente ad Arcore che è stato raggiunto e arrestato poco dopo per maltrattamenti e lesioni personali aggravate.

Il matrimonio e le botte

Lui 48 anni, lei 25 e un matrimonio celebrato da pochi mesi e già minato da violenze, botte e crisi. Secondo quanto ricostuito dai militari non era la prima volta che il 48enne alzava le mani nei confronti della giovane moglie, sua connazionale. Dopo essersi conosciuti nel maggio 2017, i due avevano iniziato a convivere a giugno dello scorso anno, in un appartamento di Arcore. E nella nuova casa è entrata fin da subito anche la violenza. Litigi, botte e percosse che la giovane, forse perchè sola in Italia, non era mai riuscita a confidare a nessuno. Ad agosto poi il matrimonio che non ha messo fine ai maltrattamenti.

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La furia violenta per la telefonata della madre

La 25enne dopo l'ennesimo litigio nei giorni scorsi era andata via di casa e aveva trovato rifugio dalla zia a Milano. L'altra sera, dopo averla contattata e aver insistito per un incontro pacificatore, i due si erano incontrati. Poi è squillato il telefono della ragazza: una chiamata della madre dal Perù. E' bastato questo a scatenare la furiosa, violenta, reazione del 48enne, forse accecato dalla gelosia. Secondo quanto ricostruito dai militari, nell'abitazione di Arcore in passato erano già intervenuti i carabinieri: l'uomo aveva tentato di strangolarla ed era arrivato a minacciarla con un coltello. 

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