Lazzate, piccioni impallinati tra le proteste: "Pratica inutile e crudele"

Sono un centinaio i volatili già uccisi dalla Polizia Venatoria per esigenze igienico-sanitarie. Ma l'Ente per la protezione animali non ci sta e promette battaglia

A Lazzate è scontro sui volatili

LAZZATE – Sono troppi e fastidiosi ma sopratutto un pericolo per la salute. I piccioni di Lazzate finiscono al centro delle polemiche dopo che l’amministrazione ha deciso di abbatterli con metodi piuttosto spicci e, secondo gli animalisti decisamente discutibili. Il motivo? Le proteste dei residenti, stufi di dover convivere con gli escrementi dei volatili e preoccupati per la scarsa igiene che la vicinanza di questi animali comporta. E da qualche giorno i piccioni sono finiti nel mirino della polizia venatoria che ne ha già eleminati un centinaio, scatenando le proteste dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) che ha definito la pratica “inutile e crudele”.

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IL COMANDANTE: "NECESSARIO" - La polemica è montata sulle colonne de “Il Giorno”, dopo che Flavio Zanardo, comandante della Polizia provinciale, ha spiegato come l’abbattimento dei piccioni non sia soltanto necessario ma addirittura previsto e regolamentato da una legge regionale. Dichiarazioni però che non hanno convinto gli animalisti.

ENPA: "INUTILE E CRUDELE" - A difendere le loro ragioni, sempre sulle pagine del quotidiano milanese  è Ermanno Giudici dell’Enpa,  capo del nucleo delle guardie zoofile di Milano e Provincia, che ha spiegato come ci siano metodi meno violenti per tenere i piccioni a distanza di sicurrezza: “Si può ricorrere a disuassori come spuntoni di plastica per tenerli lontani dai davanzali o a impianti a bassa elettrificazione”. Non solo.

Secondo Giudici un’azione del genere non conviene neppure alla collettività perché ci sono i costi del personale specializzato a cui vanno aggiunti quelli relativi allo smaltimento delle carcasse. Infine non ultima l’oppurtunità morale di una pratica così crudele, perché spiega “molti esemplari, solo feriti, vengono buttati ancora vivi in mezzo agli altri”. Ma su questo punto l’ultima parola spetta forse ai cittadini di Lazzate.   

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