Seguì il marito verso la morte nel lager, a Monza le pietre d'inciampo in memoria di Ilda e Alessandro

Giovedì mattina si è tenuta la prima cerimonia per la posa delle Pietre d'Inciampo in memoria dei deportati morti nei lager. Presente anche l'artista Gunter Demnig

La cerimonia delle due Pietre d'Inciampo a Monza

Quando seppe che il marito era appena stato fermato dalle milizie nazifasciste si presentò a San Vittore, per non abbandonarlo al suo destino e testimoniare il suo amore. Nel bene e nel male. Prevalse quest'ultimo e il viaggio verso Auschwitz fu l'ultimo che fecero insieme, verso la morte.

A ricordare i due coniugi monzesi che trovarono la morte nel 1943 nel lager nazista da oggi ci sono anche due pietre d'inciampo che giovedì mattina sono state posate fuori dalla loro abitazione in via Prina, nel capoluogo brianzolo, per tramandare la memoria e non dimenticare. Perchè non accada di nuovo. Due piccoli nuovi tasselli del monumento diffuso più grande d'Europa dedicato alla Shoa nato su iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, per ricordare le vittime della deportazione.

A posare le prime due delle ventuno pietre d'inciampo che troveranno spazio in Brianza è stato lo stesso artista tedesco che ha presenziato insieme al sindaco di Monza e delle autorità cittadine e provinciali alla cerimonia che ha aperto la campagna 2020 per la posa delle Pietre d'Inciampo nei comuni della provincia. Le pietre dedicate a Alessandro Colombo e Ilda Zamorani deportati nel 1943 dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano sono state posate in via Prina 19, fuori dall'abitazione che era dei due coniugi. 

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"Grande partecipazione questa mattina alla posa delle pietre d'inciampo in ricordo di Alessandro Colombo e Ilda Zamorani in Via Carlo Prina 19. Tantissimi gli studenti delle scuole primarie e secondarie di Monza e di Comuni limitrofi. Profondi e toccanti i loro interventi. Ognuno nel suo intervento ripete "mai più" eppure accade ancora, anche in questo momento. Pietre, affinché il ricordo non sia solo un inciampo" il commento dell'Anpi di Monza. 

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