Pietre di inciampo per non dimenticare, in Brianza arrivano 21 blocchi per ricordare le vittime della Shoah

La prima cerimonia di posa sarà a Monza in via Prina, dove c’era la dimora dei coniugi Alessandro Colombo e Ilda Zamorani, italiani ebrei, morti ad Auschwitz nelle camere a gas

Le pietre d'inciampo

Pietre per non dimenticare, per incidere nella memoria, così come sull’asfalto, i nomi di chi ha vissuto l’incubo della deportazione e dello sterminio nazista. In occasione della celebrazione del Giorno della Memoria in Brianza saranno posate ventuno Pietre di Inciampo in diversi comuni della provincia.

L’iniziativa è stata presentata giovedì nella sede della Provincia che si è fatta promotrice del progetto che prevede la posa di ventuno piccoli blocchi di pietra per la costruzione del più grande monumento diffuso d’Europa, nato su iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, per ricordare le vittime della Shoah e della deportazione.

Pietre d'Inciampo: cosa sono

Le pietre di inciampo, infatti, sono installazioni che hanno la forma di piccole pietre quadrate ricoperte di ottone lucente, che vengono posti davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza (nel selciato del posto di lavoro o di arresto) un deportato nei campi di sterminio nazisti per ricordarne il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione e la data di morte. Queste installazioni diffuse in diverse città dell’Europa rappresentano metaforicamente delle tessere per costruire un grande mosaico della memoria. Dal 16 gennaio al 1° febbraio in diciassette comuni brianzoli sono in programma tante cerimonie di posa per ricordare i cittadini della Brianza che non fecero più ritorno a casa. La prima si terrà a Monza giovedì 16 gennaio alle 11 in via Prina, dove c’era la dimora dei coniugi Alessandro Colombo e Ilda Zamorani, italiani ebrei, morti ad Auschwitz nelle camere a gas.

L’arrivo delle pietre di inciampo nei Comuni è il risultato del lavoro promosso dal Comitato provinciale per le pietre di inciampo di Monza e Brianza nato lo scorso anno su iniziativa di Aned, Anpi, Associazione Senza Confini di Seveso. Si tratta del primo Comitato a valenza provinciale che si è costituito in Italia con l’obiettivo di realizzare una rete della memoria coinvolgendo le istituzioni e le associazioni locali. Ne è Presidente Milena Bracesco, figlia di un deportato, Vice Presidente Aned Monza- Sesto San Giovanni, Vice Presidente Fabio Lopez, Figlio di un salvato dalla Shoah, segretaria Roberta Miotto, vice Presidente di “Senza confini” e consigliere Loris Maconi, Presidente sezione Provinciale di Anpi. La Provincia MB ha aderito al progetto nel 2019 per allargare la partecipazione a tutti i Comuni MB portando all’attenzione dell’Assemblea dei Sindaci il progetto Europeo promosso dall’artista tedesco.

Lo scorso gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, sono state posate le prime pietre di inciampo a Cesano Maderno, Lissone, Seregno. Quest’anno, oltre ai primi tre Comuni, hanno aderito altri 14 Comuni in cui saranno posate le nuove installazioni: Monza, Bernareggio, Bovisio Masciago, Briosco, Brugherio, Cogliate, Desio, Limbiate, Meda, Nova Milanese, Sovico, Sulbiate, Verano Brianza, Villasanta.

Open Data della memoria

La volontà di costruire una rete provinciale della memoria si è concretizzata nella realizzazione del 1° Open data “Stolpersteine - Pietre di inciampo” in cui è possibile geolocalizzare la distribuzione delle pietre d’inciampo posate nei Comuni MB e ricostruire idealmente il mosaico delle installazioni che si realizzerà nel corso degli anni nel territorio. L’Open data è il primo ad essere stato pubblicato nella sezione del portale dedicato ai dati aperti di Regione Lombardia e nelle pagine del portale Agid dati.gov.it.

“Siamo orgogliosi di essere riusciti a creare una rete della memoria lavorando in sinergia tra Comuni ed altri enti coinvolti grazie all’iniziativa di tutto il Comitato per le pietre di inciampo Monza e Brianza – spiega Luca Santambrogio il Presidente della Provincia MB – La memoria è un patrimonio che ci appartiene e che abbiamo la responsabilità di trasmettere ai giovani. Le pietre di inciampo sono un modo per portare il ricordo nella quotidianità legandolo ad un nome e ad un luogo. Ogni cerimonia ci porterà a ridare dignità ad un nostro concittadino riportando il suo ricordo nei luoghi che gli sono appartenuti. E’ un ritorno a casa. L’idea della geolocalizzazione nasce proprio dalla volontà di avere in piccolo il nostro mosaico della memoria sapendo dove poter inciampare nel ricordo di chi ha subito le barbarie della Shoah e delle deportazioni politiche”.

“La memoria è un vaccino che ci fa essere cittadini migliori” - ha detto il Sindaco di Monza Dario Allevi citando la Senatrice Liliana Segre per annunciare la posa delle Pietre d’Inciampo fissata per il prossimo mercoledì, 16 gennaio alle ore 10.30 in via Manara. “Siamo onorati di poter ospitare l’artista Gunter Demnig il prossimo 16 gennaio alla posa delle prime pietre d’inciampo nel nostro capoluogo: sarà una cerimonia densa di significato, alla quale invito fin d’ora a partecipare numerosi. Insieme ai familiari dei deportati abbiamo invitato una rappresentanza degli studenti monzesi e le massime autorità istituzionali del territorio per confermare che la città di Monza, dove nel 2018 abbiamo inaugurato il Bosco della Memoria, non dimentica. Anzi custodisce la Memoria e coltiva il valore del rispetto per i diritti umani e della convivenza civile”.

Il concorso per la scelta del Logo del Comitato 

Per l’ideazione del logo e dell’immagine grafica coordinata del Comitato per le pietre di inciampo Monza e Brianza è stato deciso di coinvolgere i sette istituti che insegnano arte visiva grafica nel territorio attraverso un concorso di idee. Sono stati raccolti 145 elaborati accuratamente selezionati da una Commissione ad hoc che ha scelto 13 proposte meritevoli di valutazione. Fra i 13 selezionati la Commissione ha ritenuto, unanime, vincitrice del concorso l’opera denominata “La memoria non è per un solo giorno” di Chiara Mafrica del Liceo Meroni di Lissone, che sarà utilizzata dal Comitato per tutte le iniziative.

Il progetto vincitore sintetizza in pochi segni essenziali le Pietre d’Inciampo, associandole immediatamente all’idea del binario ferroviario, quel Binario 21 della Stazione Centrale di Milano da cui sono stati tradotti i martiri di gran parte del nord Italia. “Le adesioni al bando sono state numerose e ci hanno piacevolmente sorpreso. Ogni elaborato ha dimostrato sensibilità e competenza. Il compito di selezionare non è stato facile, abbiamo cercato di prendere in considerazione quei lavori che meglio hanno rappresentato visivamente la complessità delle Deportazioni tutte. Congratulazioni vivissime a tutti quegli studenti che si sono cimentati in un lavoro così complesso e delicato. A nome del Comitato ringrazio studenti, insegnanti, la Provincia, i Comuni, le Associazioni protagonisti di questa bella riuscita del primo Concorso indetto. Ne seguiranno molto probabilmente altri negli anni a venire per un sempre importante coinvolgimento di tutte le realtà presenti nel territorio.” Spiega Milena Bracesco, Presidente del Comitato per le Pietre d’Inciampo, Vice Presidente Aned Monza, Sesto S. Giovanni.

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La vincitrice del concorso di idee e gli ideatori degli altri 12 progetti degni di menzione saranno premiati alla presenza del Prefetto Patrizia Palmisani. Nell’atrio della sede provinciale - in Via Grigna 13 a Monza - fino alla fine del mese di gennaio 2020 saranno esposti i lavori delle scuole che hanno ricevuto la menzione.

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