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Pizzaut diserta i convegni del 2 aprile: "Se ci volete vaccinate i nostri ragazzi"

Nico Acampora declina gli inviti: nella Giornata mondiale di sensibilizzazione sull'autismo offrirà pizze insieme ai suoi ragazzi davanti al locale di Cassina de Pecchi

Pizzaut declina i numerosi inviti a partecipare ai convegni in programma il 2 aprile, Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’autismo. Venerdì Nico Acampora e i suoi ragazzi saranno invece davanti alla loro pizzeria di Cassina de Pecchi e doneranno una pizza a chi passerà a trovarli e sosterrà la loro causa: “Non siamo fantasmi, fateci il vaccino, non dimenticati ancora”.

"Dall'inizio della pandemia i nostri ragazzi sono stati dimenticati"

Nico e i suoi ragazzi – che in tema di autonomia hanno fatto scuola a livello mondiale – quest’anno rimandano al mittente l’invito a partecipare ai numerosi convegni ed eventi che sono in programma venerdì. “Il 2 aprile non parteciperemo a nulla – scrive Nico Acampora sulla pagina Facebook di Pizzaut -. Una scelta condivisa con gli altri genitori per denunciare il disinteresse delle istituzioni intorno ai nostri figli”. Bambini, ragazzi e adulti che durante questa pandemia hanno sofferto parecchio le scelte della politica. “In questo modo vogliamo denunciare le dimenticanze subite durante l’emergenza sanitaria e anche adesso con la campagna vaccinale”.

"Invece di invitarci ai convegni vaccinate i nostri ragazzi"

Nico va dritto al sodo e senza giri di parole denuncia la dimenticanza delle istituzioni intorno al tema dell’autismo e alla scelta di ricordarsene solo il 2 aprile. “È inutile che facciate convegni il 2 aprile – prosegue sul profilo social di Pizzaut -. Canzoncine, video e post; è inutile  illuminare le vie ed i palazzi di blu quando durante questo anno di pandemia i nostri figli sono stati dimenticati”. Acampora non fa sconti a nessuno. “ Sono stati dimenticati dalla maggior parte delle Regioni dai loro piani vaccinali – prosegue -. Su 600 mila persone autistiche, fragoline vulnerabili, quante sono state vaccinate?”. Il fondatore della prima pizzeria gestita da ragazzi autistici va diretto al problema. "Se ci volete nel vostro 2 aprile vaccinate al più presto i ragazzi autistici e chi vive accanto a loro – conclude, rivolgendosi alle istituzioni -. Molte di queste persone non sono autosufficienti e hanno bisogno di assistenza continua. L'eventualità di un ricovero in ospedale dei nostri figli o in terapia intensiva sarebbe ingestibile”.

Il terrore delle famiglie in caso di contagio

Proprio come aveva raccontato a MonzaToday Anna, la mamma di Davide un giovane autistico di 29 anni che vive in Brianza. La donna era terrorizzata all’idea che il suo ragazzo, o qualcuno della famiglia, potesse contagiarsi. La gestione domiciliare e ospedaliera di un ragazzo autistico è molto difficile. Il suo Davide dopo un anno di reclusioni, di assenza di contatti sociali aveva perso tutte le abilità e gli interessi che con tanta pazienza i suoi genitori avevano cercato di stimolare.

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