PizzAut, raccolta fondi per aprire la prima pizzeria gestita da ragazzi autistici

Servono 60mila euro: la campagna di crowdfunding

IMMAGINE DI REPERTORIO

Un progetto sociale e un invito, rivolto a tutti, per riuscire a trasformare in realtà un'idea e offrire la possibilità ad alcuni ragazzi autistici di mettersi in gioco professionalmente e aprire una pizzeria. 

E' ufficialmente partita la raccolta per le donazioni per il progetto PizzAUT sulla piattaforma di crowdfunding. L'idea, nata da un gruppo di genitori con bambini autistici, residenti tra Monza e Brianza e il milanese, punta ad avviare uno spazio di inclusione sociale gestito da ragazzi con autismo in grado di realizzare un prodotto ottimo con ingredienti di qualità dove l'integrazione e la relazione saranno il condimento essenziale.

Il progetto, insieme a una location idonea che al momento è ancora in fase di valutazione e potrebbe essere indivuata a Monza oppure a Segrate, richiede anche un investimento di 120mila euro, sessanta dei quali gli organizzatori sperano di raccoglierli attraverso le donazioni di coloro che vorranno sostenere il progetto. Se seimila persone doneranno appena 10 euro infatti la pizzeria potrebbe presto diventare realtà. 

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I fondi sosterranno quanto necessario per l'avvio dell'attività, per l'acquisto di tutti gli arredi, dei macchinari e delle attrezzature necessarie, copriranno i costi dei percorsi di formazione destinati ai ragazzi e l'eventuale affitto della struttura. Gli altri sessantamila euro mancanti poi potrebbero essere coperti dal finanziamento delle famiglie che vorranno sostenere il progetto, da aziende o bandi pubblici. 

"I nostri bambini sono ancora piccoli e non potranno lavorare nella pizzeria ma ci siamo resi conto che o costruiamo oggi le occasioni lavorative per domani per i nostri figli oppure sarà troppo tardi" spiega Nico Acampora, 45 anni, papà di un bimbo autistico di 8 anni, di professione educatore e in passato consulente in campo sociale per il comune di Monza. 

L'obiettivo è dunque quello di fornire ai ragazzi autistici l'opportunità di un lavoro vero all'interno di una filiera produttiva. I ragazzi, durante l'attività, saranno affiancati da un'equipe integrata che lavorerà al loro fianco formata da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. 

Al momento, in soli due giorni di raccolta fondi, sono stati donati 3.259 euro ma per raggiungere l'obiettivo mancano ancora tanti sforzi. "Al di là del risultato economico" spiega Nico Acampora "siamo felici di aver avviato un percorso culturale e di riflessione perchè tante persone sono state raggiunte dal nostro messaggio e hanno capito che le persone con autismo non sono soltanto persone da curare ma possono essere anche lavoratori e ragazzi in grado di donare e produrre qualcosa". 

Oltre a essere una pizzeria PizzAut vuole essere un luogo di inclusione sociale, un rifugio accogliente dove far sentire tutti a casa, trovare il tempo di scambiare due chiacchiere e conoscere i ragazzi che ci lavorano. Un locale dove il cielo sia blu tutto l'anno, dove stare bene e divertirsi con prodotti ricercati, un locale dai tempi lenti dove non bisogna andare a mangiare una pizza quando si hanno cinque minuti per poi correre via. Perchè, conclude Nico Acampora, "di autismo non si può parlare soltanto il 2 aprile".

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