La cucina da campo "s'infiamma" e le polemiche la bloccano: fermi cuochi e studenti

Monza Possibile e Anpi contro la partecipazione dei volontari di Bran.Co al progetto della cucina da campo. La dirigente dell'istituto alberghiero Olivetti nel frattempo resta in stand by

Per i ragazzi dell’Olivetti per adesso niente alternanza scuola-lavoro nella cucina da campo organizzata dal Comune di Monza per preparare i pasti da distribuire ai medici, agli infermieri e ai volontari delle Croci impegnati in prima linea in questa emergenza sanitaria.
La partecipazione dell’istituto monzese è in stand by fino a quando non ci saranno chiarimenti da Palazzo in merito all’organizzazione e alla realizzazione del progetto che non è ancora partito.

L’annuncio lunedì sulla pagina Facebook di Monza Possibile che, insieme all’Anpi Monza, aveva denunciato la partecipazione degli studenti dell’Istituto alberghiero di via Lecco all’iniziativa che vede coinvolti come volontari anche i componenti di Bran.Co Onlus impegnati nella distribuzione dei pasti.
“Per chi non lo sapesse – si legge sulla pagina Facebook di Monza Possibile – l’associazione è una emanazione di Lealtà e Azione, nota organizzazione di estrema destra che ha collaborato con Casa Pound e con Forza Nuova. Bran.Co gestirà la distribuzione dei pasti con i ragazzi della curva Pieri: si occupa di aiutare le famiglie e i meno fortunati purché siano italiani. A maggio grazie alla segnalazione dell’Anpi Conad e Unes hanno ritirato la disponibilità alle spese sospese inizialmente concesse a Bran.Co”.

Nel post Monza Possibile precisa soddisfatta che dopo la loro denuncia “la dirigente scolastica dell’Olivetti ha sospeso la collaborazione in attesa di coordinarsi con l’Amministrazione comunale: una decisione che ci auguriamo sia definitiva”.

Dall’Istituto alberghiero monzese la conferma che, ad oggi, sono in attesa di chiarimenti da parte del Comune. “Come unica scuola alberghiera di Monza siamo stati contattati dal Comune – spiega la dirigente Renata Cumino -. Abbiamo quindi dimostrato una dichiarazione di interesse nei confronti dell’iniziativa, ma abbiamo anche chiesto al Comune maggiori dettagli in merito al progetto e ai suoi partecipanti. Siamo in attesa di ricevere notizie".

Netta la replica di Bran.Co agli attacchi dei detrattori. “Noi non abbiamo chiesto di entrare all’Olivetti – precisa il segretario Alessandro Piazza -. Noi ci occupiamo della distribuzione dei pasti a medici, infermieri e volontari che dopo dodici ore in corsia o sull’ambulanza non hanno neppure la forza di tornare a casa a prepararsi da mangiare o di andare al supermercato a fare la spesa. Peraltro preciso che Bran.Co Onlus è un’associazione riconosciuta dallo Stato; è triste pensare che qualcuno oggi sia felice di boicottare persone che volontariamente si mettono a disposizione del prossimo e riempiono gratis il frigorifero a famiglie che non hanno da mangiare”.

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