"Via i commissari straordinari", nuovo presidio dei dipendenti Servicedent

Una delegazione di medici e dipendenti è stata ricevuta dal prefetto nella mattinata di martedì. Le richieste

Il presidio

Le dimissioni dei commissari straordinari per poter salvare l'azienda e sopravvivere. Questa la richiesta che martedì mattina i dipendenti della Servicedent hanno ribadito fuori dalla prefettura di Monza durante un presidio. 

Alle 8.30 i dipendenti del Gruppo Implanta / Servicedent Srl  si sono dati appuntamento in via Prina per chiedere "al Prefetto di Monza di sollevare con estrema urgenza i Commissari Straordinari". La decisione, hanno ribadito i dipendenti, coinvolge il futuro del gruppo con i suoi 600 dipendenti,  400 medici e 200 mila pazienti.

"Se i commissari non verranno sollevati, il fondo Argos-Soditic non potrà finanziare la Società e non potrà investire i 4 milioni di euro previsti dal concordato" spiega Giusy Guarna, dipendente ServiceDent. "Se il concordato non viene presentato noi andiamo verso il fallimento e il Fondo non ha intenzione di investire ancora risorse se non può gestirle direttamente visto che dal 2016, in seguito alle vicende giudiziarie ormai note (la maxi inchiesta "Smile" che portò alla luce un giro di tangenti nella sanità pubblica, Ndr) , l'azienda è andata incontro al commissariamento parziale ed erano stati nominati due commissari straordinari". 

La vicenda era già stata sollevata lo scorso gennaio quando i dipendenti avevano scritto una lettera aperta e chiesto la rimozione dall'incarico dei due commissari in seguito alla polemica seguita alla foto scattata e postata sui social di una Porsche nuova appena acquistata dalla commercialista monzese Laura Arosio, uno dei due commissari. "Sappiamo che il 3 gennaio, nonostante una situazione di crisi di liquidità che non consente neanche di pagare i medici e gli stipendi, ancora una volta, gli amministratori straordinari, hanno anticipato il loro interesse predisponendo il loro compenso di 786 mila euro e quello di tutti i loro consulenti per svariate altre decine di migliaia di euro, con avvenuto bonifico, utilizzando i soldi pervenuti da due delle Asst (Monza e Vimercate ) sotto loro supervisione" avevano scritto i dipendenti nella lettera.

La situazione ad oggi non è cambiata. "Non abbiamo ancora preso la terdicesima e nemmeno lo stipendio di dicembre. Gennaio ci è stato pagato in due tranche e ora non sappiamo ancora che cosa succederà a febbraio" - racconta Giusy Guarna - "Ogni volta è sempre un'agonia. Ho 43 anni e lavoro da vent'anni, da quando ho finito l'università. Vivo da sola e ho un mutuo da pagare e ora mi ritrovo a chiedere aiuto a mio padre per pagare le rate di casa. Io sono fortunata ma penso anche a tutte le famiglie in difficoltà che non possono chiedere aiuto a nessuno". 

"Ogni giorno è un giorno prezioso per noi perchè finchè il concordato non viene presentato noi, come azienda, stiamo sopravvivendo" ha spiegato. Nella mattinata, una delegazione di medici e dipendenti è stata ricevuta in Prefettura dal prefetto Giovanna Vilasi a cui è stata presentata la situazione e le richieste dei dipendenti. 

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"Se noi chiudiano i nostri 200mila pazienti, che in molti casi sono fragili economicamente, dove andranno? A chi si rivolgeranno? E noi dipendenti diventeremmo un debito sociale. Non è solo il problema di una società a rischio: la situazione è pesantissima anche a livello territoriale e lombardo" ha concluso Giusy Guarna. 

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