"Licenziato" per un commento su Facebook: don Mario lascia Perego

La decisione nei riguardi del sacerdote è stata presa dalla Curia di Milano. "Prese di posizione in contrasto con il magistero nonostante i ripetuti richiami del vicario episcopale"


"Licenziato" per avere pubblicato su Facebook alcune affermazioni a favore della comunità gay. E' accaduto a Don Mario Bonfanti, 41enne parroco di Perego, nella Brianza lecchese. La decisione è stata presa dalla Curia di Milano che ha sciolto l'accordo con la Diocesi di Sardegna che consentiva al giovane prete di occuparsi della comunità brianzola. Al suo posto don Luca Pozzi, sacerdote lecchese. L'atto è stato motivato come conseguenza delle "prese di posizione pubbliche in contrasto con il magistero nonostante i fraterni e ripetuti richiami del vicario espiscopale competente".

Il 14 febbraio don Bonfanti aveva pubblicato sul social network un link dell'Ong Amnesty Intenational che parlava della discriminazione e della mancanza di libertà di espressione, di riunione e di manifestazione "per le coppie lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate". "Purtroppo questo capita anche in Italia, specie nella Chiesa" , aveva osservato il prete nello spazio riservato ai commenti.

Da qui la reazione della Curia. Don Mario, sostenuto dai familiari, non avrebbe gradito la decisione, pur adeguandosi.La reazione della comunità e della rete non si è fatta attendere. E' già nata la pagina di Facebook  "Io sto con Don Mario" che conta più di 700 membri  a sostegno del prete.  E in tutta la zona hanno cominciato a comparire striscioni di sostegno, le cui foto sono state pubblicate sul noto social network.

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Il gruppo sta preparando una lettera di protesta da inviare al vicario apostolico, alla Curia e al Cardinale Scola. Tra quanti  hanno deciso di aderire anche Egidia Beretta,  mamma di Vittorio Vik Arrigoni, il cooperante italiano rapito e ucciso a Gaza nell'aprile del 2011. La Beretta, sindaco di Bulciago (poco distante da Perego) motiva la sua decisione con il fatto che il sacerdote parlava spesso ai ragazzi del figlio, nativo di  Besana Brianza.

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