La Bella Principessa di Leonardo, contro il falsario Greenhalgh parlano gli esperti

Scripta Maneant, la Casa Editrice che ha organizzato la mostra dedicata all’opera alla Villa Reale di Monza, ha raccolto le testimonianze dei più illustri studiosi di Leonardo dopo l'auto-proclamazione di Shaun Greenhalgh come autore del dipinto

Il dipinto attribuito a Leonardo

La Bella Principessa di Leonardo, la tela esposta in mostra a Monza fino a fine settembre nelle sale della Villa Reale non sarebbe né opera della mano di Leonardo e neppure, a ben vedere, una principessa.

Il dipinto, che secondo i recenti studi dei professori Cotte, David R. Edward Wright e Martin Kemp, sarebbe uscito dalla mano di Leonardo e raffigurerebbe Bianca Sforza, sarebbe stato custodito per secoli all’interno di un codice cinquecentesco e da qui estrapolato e avviato a una controversa vita propria che nel 1998 lo aveva visto finire all’asta da Christie's a New York, catalogato come un anonimo pastiche tedesco del primo Ottocento.

Più che anonima però l’opera sembra avere il problema opposto: dopo l’attribuzione a Leonardo da Vinci ora il noto falsario Shaun Greenhalgh dichiara di esserne l’autore. Mentre la polemica imperversa, soprattutto alla luce dei precedenti di Greenhalgh, che ha alle spalle quattro anni e otto mesi di prigione in Inghilterra per le accuse di frode e furto per una serie di “falsi”, c’è chi continua a sostenere che “La Bella Principessa” sia davvero opera di Leonardo e non abbia nulla a che vedere con il falsario che avrebbe preso a modello una commessa, peraltro antipatica, del Co-op di Bolton.

Sulle dichiarazioni presentate dalla stampa inglese relative a quanto affermato da Shaun Greenhalgh alla vigilia della pubblicazione di un suo libro, ha voluto fare chiarezza la Casa Editrice Scripta Maneant che ha organizzato la mostra dedicata all’opera alla Villa Reale di Monza. Scripta Manent ha raccolto le dichiarazioni di critici e autorevoli storici dell’arte che hanno visto l’opera e studiato sia l’indagine scientifica del Lumière Technology di Parigi sia il dossier tecnico del Centro di Conservazione e Restauro Di Venaria-Torino.

“Toglie il fiato questa buffonata che dice che circa 35 anni fa Shaun Greenhalgh abbia creato ‘La Bella Principessa’ nella sua piccola rimessa di giardino nel nord d’Inghilterra, e che non fu Leonardo da Vinci, più di cinquecento anni fa, a Milano” ha commentato l'esperto Nicholas Turner il quale, prima ancora che sulla tecnica, ha ironizzato sul soggetto. “Secondo me Mr Greenhalgh si tradisce nella sua confessione (bugia?) con l’osservazione che l’ispirazione per il cosiddetto suo ritratto della ‘Bella Principessa’ fosse una fanciulla che si chiamava Sally, un’assistente di supermercato, a Bolton, il suo paese di abitazione. Mi dispiace, ma non si trovano neanche l’idea di una bella donna a Bolton, e certamente al livello della ‘Bella Principessa’. Anche 35 anni fa non si trovavano in tutto Greater Manchester”. “Non vedo l’ora di vedere Mr. Greenhalgh che ci fa mostra come disegna da Leonardo, sia su carta, che, ancora più difficilmente, su pergamena buona, preparata nel modo giusto. Sarò in prima in fila” ha concluso Turner.

Ha meno voglia di scherzare invece Cristina Geddo, esperta di Leonardo: “Non ho altro da aggiungere, se non l'indignazione che un'opera di Leonardo venga coinvolta in una vicenda così torbida. Una storia grottesca e tragica allo stesso tempo, che fa riflettere sulle miserie dell'umanità”. “E’ troppo comodo arrogarsi la paternità di un'opera appoggiando le proprie dichiarazioni su una ormai estesa mole di informazioni che studiosi hanno reso disponibili in monografie e cataloghi relativi all' opera in oggetto“ ha aggiunto Elisabetta Gnignera.

Per Martin Kemp invece la faccenda è molto più semplice: Greenhalgh e Waldemar Januszczak stanno promuovendo il loro libro e film e tutto questo rappresenta solo una trovata pubblicitaria (“Greenhalgh and the writer / filmmaker Waldemar Januszczak are promoting their book and film”). Una originalissima bugia dove Greenhalgh ce l’ha messa tutta per fare quello che gli riesce meglio, manipolare la verità.

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