Scandalo protesi a Monza, rinviati a giudizio tre chirurghi ortopedici brianzoli

I medici sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione

Immagine repertorio

Sono stati rinviati a giudizio tre chirurghi ortopedici brianzoli Claudio Manzini, Fabio Bestetti e Marco Valadè; accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, insieme ad altri sei medici. Secondo l'accusa avrebbero privilegiato l'utilizzo di protesi di una azienda francese in cambio di denaro e di altri privilegi. È stata alleggerita, invece, la posizione di Claudio Manzini, accusato di "corruzione per l'esercizio della funzione".

L'operazione e le indagini

Le indagini erano iniziate in seguito a un esposto presentato da un dipendente operante all'interno del Policlinico di Monza che aveva sollevato dubbi riguardo alla gestione dell'acquisto di protesi per interventi chirurgici all'interno della struttura privata convenzionata con il sistema sanitario nazionale all'interno della quale qualcuno avrebbe operato mettendo davanti alle esigenze terapeutiche dei pazienti il proprio personale interesse. Così, in seguito alla segnalazione, sono iniziati gli accertamenti che hanno portato il personale della Guardia di Finanza ad accedere ai dati relativi alla Sanità disponibili a livello regionale. I riscontri avrebbero evidenziato che in alcune strutture private convenzionate con il S.S.N. emergeva un numero elevato di pazienti sottoposti a interventi chirurgici per installazione di protesi, molti dei quali provenienti da fuori regione. Grazie alle intercettazioni telefoniche, ambientali e a servizi di osservazione e pedinamento gli inquirenti sarebbero riusciti a ricostruire l'attività indebita che coinvolgeva i rappresentanti, i medici chirurghi e i medici di base.

Secondo gli investigatori della guardia di finanza, che indagarono con il coordinamento della Procura di Monza, alcuni medici avrebbero percepito un compenso fisso mensile e una percentuale sulle visite effettuate per reclutare pazienti da indirizzare ai chirurghi ortopedici. Gli arresti erano scattati il 14 settembre 2017.  Per il momento non è stata comunicata la data dell'udienza preliminare. 

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