Cronaca

Tenta di uccidere il compagno con una forchetta, professore monzese arrestato

Il docente da settembre insegnava all'istituto superiore Ecpof di Monza

Quarantacinque anni, residente a Milano, in via General Govone, e professore dall'inizio dell'anno scolastico all'Ente di Formazione Professionale Cattolica di Monza.

Nell'istituto superiore di via Manara Massimiliano B. insegnava Storia, Italiano e Comunicazione da settembre. La scorsa settimana, dopo aver assunto una massiccia quantità di cocaina, ha minacciato di morte e tentato di uccidere il compagno con una forchetta ed è finito in manette.

Il professore monzese ora dovrà rispondere di tentato omicidio. I fatti sono iniziati nella serata del 25 gennaio, quando l'uomo - dopo una massiccia assunzione di cocaina - è stato ricoverato al Sacco di Milano per placare il grande stato di ansia e agitazione che lo pervadeva. Prima e durante il ricovero, il 45enne ha minacciato pesantemente il compagno convivente, promettendo di ucciderlo. Per questa ragione i sanitari dell'ospedale hanno avvertito la polizia, intervenuta presso il nosocomio nella notte tra il 25 e il 26, intorno alle cinque.

Constatata la gravità delle minacce, gli agenti hanno chiesto e ottenuto dal pm di turno l'allontanamento d'urgenza dall'abitazione, vietando al 45enne di fare ritorno a casa. Ma nel pomeriggio di giovedì 26 gennaio, una volta dimesso, il professore è ugualmente tornato nell'abitazione di via General Govone. Ha trovato il compagno e lo ha aggredito con una forbice al volto e alla mano, poi lo ha colpito con una bottiglia alla testa.

Infine è rimasto nell'appartamento mentre il 35enne è scappato e ha chiamato la polizia, facendosi anche medicare al Fatebenefratelli (ha una prognosi di sette giorni). Gli agenti si sono recati in via Govone e - ancora nel palazzo - hanno trovato il docente che è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. La scuola monzese dove il professore non ha più avuto occasione di tornare ha scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione sull'accaduto. 

L'Ecpof era già finito sotto i riflettori della cronaca per la presunta discriminazione di un 16enne omosessuale accusato di aver pubblicato sui social foto "osè" insieme a un amico. A settembre una nuova polemica si era sollevata per il ritardo nell'iscrizione del giovane a scuola. 

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