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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Costretta a vendersi in strada a 16 anni e minacciata con il vodoo: arrestata sfruttatrice

In manette è finita una trentenne nigeriana. La lucciola minorenne era stata sorpresa a prostituirsi in strada in Brianza e salvata

Il viaggio dalla Nigeria su uno dei tanti barconi della speranza fino in Italia, l'illusione di una vita diversa, le minacce con riti voodo e la realtà della strada, dove su un marciapiede era stata costretta a vendersi. E' riuscita a risollevarsi dall'inferno in cui si era ritrovata costretta a vivere, tra prostituzione e sfruttamento, una giovane di sedici anni, sorpresa a Monza dalla polizia locale nel 2016 a vendere il suo corpo su un marciapiede. E proprio lei, per lungo tempo tenuta soggiogata dalla paura con riti voodo, ha permesso alla polizia di arrestare la sua sfruttatrice.

Il marciapiede e lo sfruttamento

Nel luglio 2016 la polizia locale di Monza dopo essere intervenuta in viale Lombardia per sedare una rissa si è ritrovata di fronte la giovane lucciola che, nonostante il viso sporco di trucco e i tacchi vertiginosi è apparsa fin da subito agli agenti molto più piccola dell'età che voleva dimostrare. Trasferita in una struttura protetta a Lodi, la sedicenne ha iniziato a parlare con i poliziotti e a collaborare alle indagini della Squadra Mobile di Lodi e Bergamo che hanno portato al fermo della presunta sfruttatrice della giovane, una connazionale di trent'anni attiva nel triangolo tra Lodi, Monza e Bergamo. Alle forze dell'ordine la giovane ha raccontato il suo viaggio per arrivare in Italia, le minacce con i riti voodo e le tante sere passate sulla strada.

Sfruttatrice "tradita" da un'operazione in ospedale e fermata 

Nonostante la donna - A.K. - usasse nomi inesistenti per muoversi liberamente tra le province di Monza, Milano, Lodi e Bergamo, alla fine ha fatto un passo falso. Il suo nome - quello vero - è comparso nella lista dei degenti dell'ospedale di Bergamo dove la donna si era sottoposta a un intervento chirurgico. Su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Milano, sono scattate le manette con l'accusa di sfruttamento della prostituzione e si sono aperte le porte del carcere. 

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