Sequestrata, violentata e picchiata da cinque sconosciuti per ore: due arresti

I fatti risalgono al novembre scorso quando una giovane prostituta straniera si era presentata in commissariato per denunciare una violenza sessuale di gruppo. I poliziotti del commissariato di Monza hanno rintracciato e arrestato due degli "orchi"

I fatti tra Agrate e Concorezzo

Sequestrata, violentata, abusata, picchiata e umiliata per ore da cinque sconosciuti. Un incubo che per una giovane prostituta romena è durato una notte intera e che non dimenticherà tanto facilmente. 

I fatti risalgono allo scorso anno quando nella notte tra il 9 e il 10 novembre una giovanissima ragazza straniera è arrivata in commissariato a Monza sconvolta per denunciare una violenza sessuale di gruppo subita.

La giovane ha raccontato di essere stata avvicinata a tarda sera da una Ford Fiesta con a bordo tre uomini all'altezza del Malcantone, tra Agrate Brianza e Concorezzo. Dalla vettura è sceso un ragazzo senegalese che le ha proposto una prestazione sessuale di gruppo che lei ha rifiutato. Quando la faccenda sembrava essersi conclusa e il ragazzo era già risalito a bordo del mezzo, dall'auto è sceso un secondo uomo che l'ha afferrata con violenza e l'ha costretta a salire in macchina dove la giovane è stata incappucciata e picchiata.

I tre l'hanno sequestrata e condotta in un appartamento poco distante dove ad attenderli c'erano altre due persone. La ragazza, sempre a volto coperto, è stata violentata e abusata più volte da tutti e i cinque presenti. Soltanto poco prima che i tre la scaricassero nuovamente dove l'avevano trovata, sanguinante e dolorante, come se stessero buttando via la spazzatura a bordo strada, la ragazza è riuscita a vedere in faccia uno dei suoi aguzzini che le ha sfilato il cappuccio al termine dell'ultimo rapporto. 

Una volta abbandonata nuovamente in strada, derubata del denaro e del telefono cellulare, la ragazza è riuscita a chiedere aiuto a un automobilista di passaggio che l'ha soccorsa e accompagnata al commissariato di Polizia di Stato di viale Romagna dove gli agenti hanno raccolto la sua denuncia e ascoltato quanto accaduto. Mentre i poliziotti hanno iniziato immediatamente a lavorare sul caso, la vittima è stata medicata alla clinica Mangiagalli di Milano, struttura specializzata nel supporto alle donne vittime di violenza sessuale. 

Gli uomini del commissariato di Monza sono partiti da un modello di auto, una Ford Fiesta, e da un numero e una lettera della targa. Lavorando senza sosta gli inquirenti sono riusciti a individuare qualche decina di vetture sospettate tra le 30mila corrispondenti al profilo e hanno effettuato diversi appostamenti in zona per monitorare l'area e riuscire a intercettare il veicolo. Tra gli elementi che la giovane era riuscita a fornire ai poliziotti c'era anche un dettaglio importante che ha consentito di individuare senza ombra di dubbio la corrispondenza del veicolo: la Ford Fiesta aveva uno dei fari anteriori che non funzionava bene. 

Dall'auto, intestata a una donna ecuadoregna residente ad Agrate Brianza ma usata esclusivamente dal figlio, gli agenti sono riusciti a incastrare due dei responsabili. In manette per rapina, sequestro di persona e violenza sessuale sono finiti un cittadino senegalese e il figlio della proprietaria dell'auto, un ragazzo ecuadoregno. A incastrarli anche il passo falso commesso a gennaio quando hanno fatto partire una chiamata dal telefono celluare rubato alla giovane utilizzando una scheda intestata al senegalese, telefonata che è stata subito intercettata dagli inquirenti. 

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Per i due il gip del tribunale di Monza ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Mentre i due presunti responsabili di questa triste storia dal carcere hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, dal commissariato di viale Romagna si continua a lavorare per rintracciare gli altri tre uomini che mancano all'appello. 

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