Gestiva un giro di lucciole in Brianza: arrestato pensionato

Un uomo di 55 anni di Cormano è finito in manette per sfruttamento della prostituzione: ogni mattina accompagnava lungo la provinciale Sp121 di Agrate alcune ragazze straniere per farle prostituire. Minacce agli imprenditori per non farsi denunciare

L'attività in Brianza

Ogni mattina da Cormano partiva alla volta della Brianza per accompagnare al "lavoro" le sue ragazze e le andava a riprendere la sera.

Dopo averle prelevate da un'abitazione di Limbiate, in auto le scaricava lungo la strada provinciale 121 di Agrate Brianza perchè iniziassero il "turno" e verso le cinque ritornava.

Non le faceva timbrare il cartellino ma si faceva consegnare una parte dell'incasso giornaliero.

Un pensionato di 55 anni è stato arrestato in flagranza di reato sabato mattina per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione dai carabinieri della compagnia di Vimercate che hanno portato alla luce il giro d'affari dell'uomo.

Le lucciole, tutte ragazze giovanissime e straniere, soprattutto romene, stazionavano in prossimità di diverse aziende che hanno sede lungo la Sp121 che da Agrate conduce attraverso Carugate a Cernusco sul Naviglio e qui attendevano i clienti. La presenza delle avvenenti giovani nei pressi delle ditte aveva suscitato diverse lamentele da parte degli imprenditori e dei proprietari che si erano anche confrontati con l'uomo.

Per mettere a tacere ogni opposizione il 55enne, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe anche minacciato diversi di loro. Dalla perquisizione effettuata a casa sua dai militari è emerso che fosse in possesso di una pistola ad aria compressa di cui si sarebbe servito per minacciare le ragazze.

L'indagine era iniziata ad aprile e insieme agli appostamenti e pedinamenti dei carabinieri ha avuto anche la collaborazione della polizia locale del comune di Agrate Brianza.

Le manette per il 55enne sono scattate per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ma sono ancora in corso accertamenti da parte degli inquirenti per vagliare la sua responsabilità anche su presunte minacce che avrebbe rivolto ad alcuni imprenditori per farli desistere dal tentativo di denunciarlo, paventando di bruciare loro l'azienda o mandare in rovina l'attività. 

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