Il Parco dopo il concerto di Ligabue? "Niente è in ordine" per gli ambientalisti

Non si ferma la protesta del Comitato per il Parco che sostiene che il prato della Gerascia abbia subito pesanti danni

Uno scatto pubblicato dal Comitato che immortala il prato subito dopo l'evento

Dopo il weekend che a Monza ha visto protagonista Luciano Ligabue con i due live del Liga Rock Park, lunedì mattina, prima ancora che la luce potesse illuminare il prato della Gerascia che aveva accolto 150mila persone nelle due giornate dell’evento, ogni traccia del passaggio dei fan era sparita e il prato era stato perfettamente ripulito dall’organizzazione.

Non la pensa allo stesso modo però il Comitato per il Parco e gli ambientalisti per cui il problema non sono solo i rifiuti. “Dopo Ligabue: tutto a posto? Niente in ordine” scrive il Comitato in una nota.

“Come era facilmente prevedibile, il manto erboso non ha retto al calpestio indiscriminato di quanti, inconsapevoli dei danni involontari che potevano arrecare, hanno assistito al duplice concerto di Ligabue. Lo status di degrado emerge con evidenza dalle fotografie scattate da alcuni presenti sia nel pomeriggio di ieri che dopo il concerto” spiegano gli ambientalisti che contro l’evento avevano anche presentato un esposto in Procura. “Le palesi abrasioni del prato, la compressione dell'erba, il compattamento del terreno specie nelle zone di maggior passaggio, i solchi nello strato corticale confermano quanto già la relazione del perito aveva evidenziato. E cioè che un prato- in particolare “storico” come quello della Gerascia- non può reggere l'impatto con la concentrazione in aree ristrette di tante persone e attrezzature se non subendo gravi alterazioni tali da poter compromettere irreversibilmente il manto erboso e lo strato corticale. Potremo poi solo aggiornare l'entità del danno una volta che, con l'ausilio di mezzi pesanti, verrà smantellato e trasportato il palco” si legge ancora nella nota. “Nonostante l'autorizzazione della Soprintendenza fosse subordinata a prescrizioni volte alla protezione del prato, e pur apprezzando il comportamento civile dei partecipanti all'evento, il danneggiamento si è prodotto ugualmente” continuano.

Tra le ricadute negative dell’evento secondo il Comitato non ci sarebbero solo i danni al prato e all’ecosistema naturale del Parco ma anche i disagi legati alla circolazione e al traffico straordinario insieme alla chiusura dei cancelli pedonali.

“Auspichiamo che l'Amministrazione comunale, il Consorzio e gli organismi istituzionali che devono presiedere alla salvaguardia del Parco sia dal punto di vista storico-culturale che ambientale, rivedano le proprie decisioni alla luce di quanto obiettivamente emerso, con la rinuncia ai concerti e prevedendo che vengano svolti nelle sedi appropriate (per es. lo stadio). Dal nostro canto continueremo la nostra azione con la convinzione di poter rendere maggiormente consapevoli anche i fruitori dei concerti. Siamo sicuri che la loro sensibilità sia già stata risvegliata dall'accaduto” conclude la nota del Comitato.

Intanto però non mancano anche le proposte di quanti vorrebbero portare a Monza altri grandi eventi e hanno giudicato “positiva” l’esperienza del Liga Rock Park.

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Il prato della Gerascia prima dell'evento (Comitato per il Parco/Facebook)

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