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Longo: "Arengario senza barriere entro (forse) la fine del 2021"

L'assessore alla cultura del Comune di Monza annuncia il crono programma dei lavori per rendere l'Arengario accessibile a tutti

“Se tutto andrà secondo il crono programma e se non ci saranno intoppi burocratici oppure legati all’emergenza sanitaria,  entro la fine del 2021 l’Arengario di Monza sarà accessibile a tutti, e dall’anno successivo nuovamente sede di eventi espositivi”. A dichiaralo a MonzaToday è Massimiliano Longo, assessore alla Cultura del Comune di Monza, all’indomani dell’annuncio della chiusura in estate dell’Arengario come sede espositiva e del trasferimento delle mostre al Serrone. Fino a quando non verranno realizzati gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche. "È da quando mi sono insediato che ho posto tra le priorità del mio mandato la possibilità di rendere l’Arengario accessibile a tutti – spiega -. Qualcuno in passato ci aveva già provato con la spesa di fondi pubblici per la realizzazione di progetti che, puntualmente, la Sopraintendenza bocciava”.

"Abbiamo lavorato al progetto con la Sopraintendenza"

L’assessore Longo ha quindi deciso di intraprendere una metodologia di lavoro diversa, e nel frattempo di continuare a organizzare in Arengario le mostre, conscio comunque che una parte della popolazione non avrebbe potuto usufruirne. “Dal 2017 ho contattato la Sopraintendenza – continua -. Chiedendo la possibilità di istituire un tavolo di lavoro comune, tra Sopraintendenza e Comune di Monza, con l’obiettivo di stendere un progetto da entrambi condiviso per rendere l’Arengario accessibile a tutti”. L’accordo arriva solo all’inizio del 2020 quando l’assessore alla Cultura incontra il nuovo Sopraintendente, l’architetto Giuseppe Stolfi. “Ho subito trovato un professionista molto disponibile – prosegue Longo -. Abbiamo iniziato subito a lavorare su questo tavolo con il solo obiettivo di individuare un progetto per rendere l’Arengario accessibile a tutti con la realizzazione di un ascensore. Abbiamo messo a bilancio i fondi per la fase preliminare; a breve effettueremo le verifiche per capire se il progetto si potrà realizzare. Io sono molto fiducioso e se non ci saranno intoppi entro la fine del 2021 l’Arengario dovrebbe essere accessibile a tutti”.

"No all'idea del montascale mobile: meglio una soluzione definitiva"

Sull’idea, comunque, di continuare nel frattempo a utilizzare la storica sede come luogo espositivo sfruttando un montascale mobile   (in gergo scoiattolo) come ipotizzato dall’architetto monzese Andrea Ferretti, presidente dell’associazione Peba, Longo risponde negativamente. “Io non ho assolutamente nulla in contrario – conclude -. Quando però mi sono confrontato con alcune persone disabili sulla possibilità di questa opzione, anche se temporanea, ho ricevuto risposte negative. I diretti interessati hanno bocciato una soluzione che avrebbe richiesto l’intervento di terzi per accedere a una mostra”.

Peba: "Meglio una soluzione temporanea che la follia di chiudere l'Arengario"

“Quando abbiamo proposto la donazione dell’ausilio mobile - spiega Andrea Ferretti, architetto monzese e presidente di Peba Onlus - avevamo anche proposto un sopralluogo proprio per farlo provare. Ma non siamo stati ricontattati, quindi mi domando su che basi abbiano valutato la soluzione. È una soluzione che permetterebbe di utilizzare l’Arengario da qui fino a quando sarebbero terminati i lavori. È evidente che non si tratta di una soluzione definitiva, tutt’altro, e concordo sul fatto che non permetta la piena autonomia. Ma è una soluzione che adottiamo sistematicamente proprio in situazioni come questa, ad esempio scuole o strutture espositive e nessuno si è mai lamentato. Ma chiudere per mesi l’Arengario mi sembra follia, e definirla una vittoria mi sembra ancora più folle. Sarebbe utile che il Comune sentisse le associazioni, oltre che "alcune persone disabili". Monza peraltro non ha una consulta permanente su questi temi, sarebbe bello che finalmente qualcuno la istituisse come previsto dalla legge. Per concludere sull’Arengario speriamo che tengano anche conto delle norme sull’eliminazione delle barriere sensoriali per i non vedenti".

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