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Mercoledì, 18 Maggio 2022
La catena della solidarietà

Le famiglie monzesi pronte ad accogliere chi scappa dalla guerra

In Lombardia - secondo l'ultima stima della Caritas Ambrosiana - sono quasi mille le famiglie che hanno manifestato la volontà di accogliere chi fugge dalla guerra in Ucraina

Per aiutare chi fugge dall'orrore della guerra in tantissimi stanno cercando di fare la loro parte. C'è chi dona cibo, vestiti e generi di prima necessità e chi mette a disposizione spazi: case, stanze, alloggi. Anche a Monza e in Brianza la catena della solidarietà sta legando tantissime vite. Sono oltre mille le disponibilità finora raccolte dalla sola Caritas ambrosiana nel territorio della Diocesi di Milano: oltre mille famiglie o singoli che hanno risposto presente all'appello lanciato dalla Caritas, che al momento ha già censito 60 appartamenti privati, spazi utilizzabili in 45 tra parrocchie, istituti religiosi e associazioni. Di famiglie disponibili ad aprire le porte della propria casa ce ne sono per ora 93 e 74 di queste sono a Monza e in Brianza (342 a Milano).

L'accoglienza istituzionale e sanitaria

Oltre a questi "canali" di solidarietà, privati e non, ci sono quelli istituzionali. Per esempio, Regione Lombardia, si è già attivata per dare assistenza medica ad alcuni bambini malati oncologici. Nel giro di pochi giorni sono stati già tre i viaggi realizzati dai confini ucraini verso Milano. La Regione e la Fondazione Soleterre martedì, con volo proveniente da Rzeswóv in Polonia, hanno accompagnato cinque minori e le loro famiglie. Questo a distanza di quattro giorni dai primi due voli, atterrati a Milano Linate giovedì con altri minori oncologici. A bordo dell'ultimo volo arrivato c'erano cinque bambini e ragazzi (tra i 3 e i 15 anni) accompagnati dalle rispettive mamme e da alcuni fratelli. Sono pazienti che fino a una settimana fa sono stati costretti a rifugiarsi nei sotterranei della Dacha di Soleterre a Kiev e dell'Istituto del cancro di Kiev. Il volo umanitario è stato eseguito dall'Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) in collaborazione con la Protezione civile, Regione Lombardia e Fondazione Soleterre per effettuare il trasporto di familiari e bambini e contemporaneamente garantire loro l'assistenza medico sanitaria specializzata durante le ore di viaggio.

A Monza un pullman con 50 tra bimbi e mamme

A Monza invece martedì sera è arrivato un pullman con a bordo 50 tra mamme e bambini (alcuni malati oncologici) fuggiti dalla guerra. "Il primo pulmann, partito ieri dall’Ucraina, è arrivato questa sera a Monza" ha spiegato il sindaco Dario Allevi postando alcune immagini dell'accoglienza. "È impossibile pensare a questa giornata senza dedicarla a loro: donne coraggiose, in fuga con i loro figli in cerca di cure e di un po’ di sollievo, che trovano altre donne generose che aiutano, sostengono e tendono la mano. Questa è la tenacia e la forza delle Donne" ha scritto il primo cittadino. Il viaggio per scappare dalla guerra è stato organizzato grazie alla caparbietà di Agostino D'Antuoni, avvocato monzese, che grazie al sostegno delle associazioni (in primis "Ti dò una mano Onlus" che da anni porta a Monza bambini dell'Ucraina per periodi di soggiorni climatici), degli enti, delle parrocchie e di alcuni benefattori è riuscito a salvare 50 vite. 

La catena di solidarietà ha coinvolto anche la Croce Rossa di Monza. "Abbiamo dato supporto all’arrivo del Pullman 0, partito da Piacenza, arrivato a Susiec, una cittadina polacca al confine con l’Ucraina, accompagnando bambini che necessitavano di cure mediche specialistiche in diversi ospedali" spiegano dal comitato della Croce Rossa di Monza. Sono stati messi a disposizione 24 volontari, 3 ambulanze, 2 pulmini, 1 doblò. "Così abbiamo risposto alla chiamata dell’avvocato monzese Agostino D’Antuoni che ha coinvolto associazioni e istituzioni del territorio: il Comune di Monza, in primis, il Comitato Maria Letizia Verga, l’associazione Lele For Ever, San Vincenzo e Croce Rossa comitato di Monza". 

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