Studentessa di 23 anni portata con l'inganno in Pakistan: è libera e sta tornando in Italia

La giovane è stata imbarcata nelle scorse ore su un volo diretto in Italia

Immagine repertorio

Sta tornando in Italia Menoona Safdar, la giovane di 23 anni che era stata trattenuta in Pakistan dalla famiglia contro la sua volontà.  Nelle scorse ore la giovane è stata imbarcata su un volo diretto nel nostro paese, il fatto è stato confermato dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. 

"Il positivo esito, che ha posto fine a una grave violazione dei diritti fondamentali della giovane donna, è stato reso possibile, a seguito del personale interessamento del ministro, dall'efficace azione della nostra Ambasciata a Islamabad in stretto raccordo con la Farnesina", si legge in una nota del Ministero degli Esteri.

Il viaggio in Pakistan e la trappola

L'incubo della 23enne, arrivata in Italia quando era solo una bimba, è iniziato a luglio del 2017 quando i genitori hanno organizzato un viaggio in Pakistan. Loro, secondo quanto emerso, avrebbero detto alla giovane che sarebbero andati a trovare nonni e zii; lei si era fidata ed era partita con genitori e la sorella per quella che credeva fosse una breve vacanza. Una volta in Pakistan le hanno tolto il permesso di soggiorno in Italia, che lei aveva rinnovato, il passaporto e il codice fiscale. Infine l'hanno abbandonata.

Nel frattempo la 23enne ha conosciuto un ragazzo in Pakistan "Ora vivo con lui, ma i miei genitori non vogliono, perché la cultura nel nostro Paese non permette alle donne di scegliere con chi stare", ha raccontato la giovane nella lettera con cui ha chiesto aiuto alla scuola superiore dove aveva studiato. "Ho provato a chiedere aiuto alla mia ambasciata ma non mi hanno ascoltata, vi prego, voglio tornare in Italia, è lì che vedo il mio futuro".

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La lettera disperata a scuola

A luglio la scuola ha ricevuto una lettera scritta dalla giovane che si è ricordata di una sua professoressa. La missiva con l'appello della giovane, arrivata in istituto, era stata affidata ai carabinieri e alla procura di Monza.

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